La farfalla Vanessa
Vanessa era una farfalla coloratissima.
Tutti gli abitanti del Bosco Grande la ammiravano volteggiare tra i fiori. All’inizio, avevano provato a salutarla e a fare amicizia con lei, ma Vanessa era un po’ superba, e anche un tantino maleducata, rispondeva a malapena, sbatacchiava le ali di seta e volava via senza dare confidenza a nessuno.
Un giorno Vanessa entrò nell’orto della zia Nutria. C’era proprio di tutto. Crescevano in gran quantità melanzane, peperoni, pomodori e tra tutti gli ortaggi spiccava un cavolo grande e appetitoso: meritava un assaggio.
Vanessa si posò sul cavolo e iniziò a succhiarlo ma subito si ritrasse con una smorfia.
“Bleah, che cavolo è! È veramente disgustoso! – iniziò a strillare – Ma che saporaccio! E poi che puzza! Lo sapevo, dovevo andare tra i fiori del giardino di Carotina, è un posto molto più raffinato e adatto a una signora come me!”
“Guarda chi si rivede – rispose tranquillo il cavolo – devi aver cambiato gusti… Ti ricordo che non molto tempo fa tu eri un bruco, piccolo, peloso, e anche bruttarello. Sono stato io ad accoglierti e a crescerti.
Se non fosse stato per le mie foglie, che all’epoca mangiavi con gusto, tu oggi non avresti quelle ali così belle. Ma la bellezza non ti serve a molto. Sei ingrata e anche ignorante: non lo sai che mangiare cavoli fa bene e fa diventare più belli?”
Vanessa iniziò a vergognarsi veramente tanto.
Per un po’ andò via dal Bosco Grande, ma poi ritornò, perché lì gli abitanti erano stati sempre gentili con lei.
Andò a chiedere scusa al cavolo, riprese la sua dieta di ortaggi e tra un assaggio e l’altro divenne sempre più bella.


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