I bimbi a 6-9 mesi già conoscono tante parole
I bambini piccoli sono molto più precoci ed intelligenti di quello che ci si aspetta, pensate infatti che già a 6-9 mesi di età riescono a capire le parole conoscendone il significato nell'uso quotidiano. A scoprire questo strabiliante dato è stato un nuovo studio, pubblicato su Proceeding of the National Academy of Sciences (PNAS), effettuato dagli psicologi della University of Pennsylvania coordinati da Elika Bergelson e Daniel Swingley. I ricercatori hanno preso in esame 33 bambini ed i rispettivi genitori e li hanno sottoposti a diversi test. In uno dei tanti prima il bimbo, seduto sulle gambe del genitore, osservava uno schermo su cui apparivano diverse immagini; quindi il genitore pronunciava una frase e spingeva il figlio a scegliere un particolare oggetto sullo schermo. Il piccolo così si concentrava su di un determinato punto scoperto e rilevato dagli studiosi attraverso uno speciale dispositivo eye-tracking. Il risultato dell'esperimento? Bèh che i bimbi, ascoltando la parola pronunciata dal genitore, fissano lo sguardo esattamente sull'oggetto nominato invece che sulle altre immagini proiettate dallo schermo, dimostrando così di comprendere perfettamente il significato delle parole.
21 febbraio 2012
FONTE: PNAS
Gli amici? Sono fondamentali per i più piccoli
L'amicizia è importantissima fin dall'infanzia, e così aver un buon amico aiuta anche i più piccini a superare traumi e brutte esperienze.
A confermacelo è uno studio condotto alla Conconcordia University, e poi pubblicato sulla rivista Developmental Psychology, che ha analizzato come l'autistima ed i livelli di cotisolo, l'ormone prodotto in situazioni di stress, sono strettamente dipendenti dal contesto sociale in cui si trova il bambino: Se un bambino è da solo quando si mette nei guai con un insegnante o ha una discussione con un compagno di classe, vediamo un aumento misurabile dei livelli di cortisolo e una diminuzione del senso di autostima ha infatti spiegato William M.Bukowski, professore di psicologia e direttore del Centro della Concordia per la ricerca e lo sviluppo umano. Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno analizzato 55 soggetti maschi e 48 femmine delle scuole di Montreal ed hanno fatto tenere loro un diario sulle esperienze vissute nell'arco di 4 giorni, monitorando nel mentre i loro livelli di cortisolo. Il risultato è stato proprio che la presenza di un buon amico aiuta il bimbo a superare le esperienze negative limitandone così le reazioni fisiologiche e psicologiche che potebbero poi influenzare anche il suo sviluppo, spiega infatti Bukowski che L'eccessiva secrezione di cortisolo può portare a significativi cambiamenti fisiologici, tra cui la soppressione immunitaria e un rallentamento nella formazione delle ossa. Uno stress eccessivo può realmente rallentare lo sviluppo di un bambino.
15 febbraio 2012
FONTE: Developmental Psychology. Concordia University. "Friends Help Us To Negate Negativity." Medical News Today.
L'igiene orale si inizia da piccoli
Molto spesso si pensa che i denti da latte, destinati a cadere ed essere rimpiazzati, non richiedano una manutenzione costante. Niente di più sbagliato, sostengono gli odontoiatri statunitensi che hanno stilato le nuove linee guida per l'igiene orale in pediatria: i bambini devono essere sottoposti alla prima visita dal dentista già dai primi 6-12 mesi di vita. Un'esagerazione? Eppure il 40% dei bambini arriva all'età scolare con carie ai denti che possono predisporre successivamente anche la dentatura definitiva a dei problemi. Inoltre, instaurare un rapporto con il dentista sin da piccoli può aiutare a esorcizzare la paura nei confronti di questa figura professionale. Gli specialisti invitano, inoltre, i genitori ad accogliere alcuni utili suggerimenti per prevenire le carie e preservare una buona igiene orale: togliere il biberon entro l'anno di età, limitare il consumo di zuccheri e bibite zuccherate e abituare il bambino al lavaggio dei denti sin dallo spuntare del primo dentino.
26 gennaio 2012
FONTE: American Academy of Pediatric Dentistry
Influenza stagionale: un problema di famiglia
Siamo nel periodo di picco di contagio per l'influenza stagionale e la maggior parte dei genitori ha scelto di ricorrere alla vaccinazione per proteggere i propri figli. Secondo un'indagine condotta dalla Società Italiana di Pediatria, infatti, ricorre alla vaccinazione per contenere le conseguenze dell'epidemia stagionale. L'influenza risulta essere un disturbo che non colpisce solo il bambino ma tutta la famiglia: nel 63% dei casi, stando alle 1515 risposte raccolte dagli specialisti pediatri nel corso dell'epidemia dello scorso anno, uno dei due genitori è costretto ad assenze dal lavoro per assistere il figlio. Senza distinzioni di età: la fascia più colpita dal virus influenzale va infatti dall'età neonatale ai 14 anni.
19 gennaio 2012
FONTE: Società Italiana di Pediatria
Rischio d'asma per i bimbi sovrappeso
I chili di troppo fanno male, soprattutto nei bambini. Le conseguenze possono essere di diverso tipo, da un aumentato rischio cardiovascolare a valori anomali di colesterolo e glicemia che si manifestano in età adulta. Uno studio recente, condotto al Karolinka Insitutet di Stoccolma, ha messo in luce che i bambini in sovrappeso sono più a rischio di asma. Se le conseguenze sulla salute, in genere, si manifestano con l'età adulta, in questo caso i sintomi respiratori emergono già in età scolare. Una sensibilità delle vie respiratorie agli agenti esterni che, però, può essere reversibile con un calo di peso.
22 dicembre 2011
FONTE: Pediatrics
Piu' verdure, piu' premi!
Come convincere un bambino che non ne vuole proprio sapere di mangiare le tanto odiate verdure? Con dei piccoli premi, sostengono alcuni ricercatori britannici che hanno valutato l'efficacia della gratificazione verbale e materiale per indurre i più piccoli a mangiare cibi sani, sì, ma non proprio appetitosi. Così, un adesivo, un piccolo gioco funzionano più di mille parole e insegnano al bambino a finire ciò che ha nel piatto. Un suggerimento per i genitori disperati che le hanno provate tutte, anche se sarebbe preferibile riuscire a spiegare ai bambini l'importanza di mangiare bene per crescere sani e in buona salute.
22 dicembre 2011
FONTE: American Journal of Clinical Nutrition
Mamma o papà fuma? Cresce l'asma nei figli
I bambini sono più esposti degli adulti agli inquinanti ambientali, anche quelli degli spazi chiusi come casa e scuola. Uno dei maggiori rischi per le infiammazioni delle vie respiratorie dei più piccoli si trova, però, proprio tra le mura domestiche: l'ultimo rapporto in materia stilato dal Ministero della Salute mette in luce che il 15% dei casi di asma tra bambini e ragazzi sia attribuibile al fumo passivo dei genitori. In Italia, più della metà dei bambini vive con un genitore fumatore, aumentando perciò l'esposizione alle particelle tossiche che inducono la manifestazione di irritazioni, sintomi respiratori acuti, maggiore sensibilità a bronchiti e malanni. Tra gli altri pericoli dentro casa, anche l'eccesso di polvere che favorisce il proliferare di acari, il principale allergene nell'età dell'infanzia, e muffe ed eccessiva umidità delle pareti di casa.
15 dicembre 2011
FONTE: Ministero della Salute
Babbo Natale: sì ai regali, ma se scelti bene.
Il Natale è alle porte ed è tempo di scegliere i regali per i nostri bambini. Ma possiamo davvero soddisfare tutte le richieste fatte a Babbo Natale? A volte i bambini desiderano giochi e giocattoli che, però, non sono adatti alla loro età e, addirittura, possono essere dannosi per la loro salute. Attenzione quindi ad assecondare ogni richiesta presente sulla ?letterina' dei desideri natalizi, consigliano gli esperti della Società Italiana di Pediatria Preventiva che hanno stilato una guida per scegliere il regalo giusto per i bambini.
Secondo un'indagine europea, infatti, i giocattoli sono al secondo posto come oggetti potenzialmente pericolosi per la salute del bambino e sono risultati, nel 2010, tra le categorie più ritirate dal mercato. I pericoli maggiori? Se i giocattoli non sono a norma per le leggi sulla sicurezza, con certificazione CE, i rischi che si corrono più frequentemente sono quello di inalare o ingerire piccole componenti e manifestare allergie ai materiali utilizzati per il prodotto. Genitori, zii e nonni dovrebbero quindi controllare se il giocattolo è adatto all'età del bambino. Sulle confezioni di bambole, giochi in scatola e giocattoli elettronici è indicata l'età minima per il loro utilizzo in tutta sicurezza da parte del bambino. Meglio, quindi, non cedere se un bambino desidera trovare sotto l'albero un giocattolo per 'grandi': in questo caso il rischio di fare un regalo poco sicuro è dietro l'angolo.
12 dicembre 2011
FONTE: Società Italiana di Pediatria Preventiva
Colesterolo, sotto controllo gia' da bambini
E' da tempo che gli specialisti pediatrici di tutto il mondo hanno messo in evidenza lo stile di vita poco salutare di molti bambini occidentali. Tra gli allarmi lanciati, quello su sovrappeso e obesità è stato largamente diffuso anche nel nostro Paese, esortando le mamme ad impartire una corretta educazione alimentare ai bambini. E' da piccoli, infatti, che si imparano le regole doro per la buona salute, come mangiare sano e praticare attività fisica. L'American Academy of Pediatrics suggerisce un monitoraggio del colesterolo sin da tenera età, per diminuire il rischio di malattie cardiovascolari in età adulta. I bambini con uno stile di vita poco salutare, che generalmente si manifesta in sovrappeso, sono infatti i più a rischio per la manifestazione di patologie cardiache o legate all'alimentazione in età adulta.
5 dicembre 2011
FONTE: Pediatrics
Troppa polvere? Scatta l'allergia
Starnuti ripetuti e nasino tappato: sono il 30% i bambini al di sotto dei 14 anni che soffrono di rinite allergica, un dato che sembra in aumento negli ultimi anni. Ma pensare che la rinite allergica sia solo stagionale, in corrispondenza della fioritura delle principali piante che diffondono allergeni, è un errore. Non sono i pollini, infatti, la causa principale dell'allergia respiratoria nei bambini ma piuttosto gli acari della polvere, minuscoli animaletti che si annidano tra le mura domestiche nella polvere e sulle piante di casa. La presenza di questo nemico invisibile aumenta soprattutto in autunno, quando le finestre di casa restano chiuse, causando l'irritazione delle vie respiratorie nei bambini. I pediatri denunciano però una scarsa informazione sulla rinite allergica non solo tra le mamme ma anche tra i colleghi di medicina generale che, a volte, non tengono in considerazione le differenti manifestazioni delle allergie respiratorie nei bambini rispetto agli adulti. La rinite allergica, infatti, può comportare oltre a tosse persistente e ostruzione nasale, anche stanchezza, scarso appettito, disturbi comportamentali e disturbi comportamentali e relazionali a scuola.
5 dicembre 2011
FONTE: Ansa
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