A 2 anni ancora non parla: quali sono le conseguenze?

Prima si sperimentano con alcuni suoni, poi si passa alle paroline più gettonate come 'mamma' e 'pappa': i bambini seguono un percorso di linguistico molto rapido che nel giro di qualche mese, dopo l'anno di età, li porta a comunicare con il mondo anche a parole.

Di solito nelle mamme nasce sempre qualche preoccupazione se un bambino, arrivato ai due anni di età, ancora non ha iniziato a parlare. A queste, i pediatri rispondono con un atteggiamento tipo 'aspettiamo e vediamo' che non sempre riesce a rasserenare i dubbi sul corretto sviluppo del figlio.

Dagli ultimi studi in materia arriva la conferma che, nella maggior parte dei casi, si può stare tranquille e che imparare a parlare un po' in ritardo non inciderà sulle potenzialità del bambino da grande.

In effetti si riscontra spesso che i bambini che iniziano a parlare dopo i due anni di età tendono a essere più timidi, più paurosi e con atteggiamenti più agitati rispetto agli altri. Nel 70-80% dei casi, però, sono tutti comportamenti che si appianano con la crescita e il ritardo nello sviluppo linguistico è velocemente compensato quando il bambino inizia ad andare a scuola.

Aspettare e dare tempo al bambino di sviluppare una capacità di comunicazione verbale con i suoi tempi è, quindi, il giusto atteggiamento per favorire la sua crescita.

 

7 luglio 2011

FONTE: Pediatrics


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