Allergie alimentari. Cosa sono? Come si curano?
Si sente spesso parlare di allergie alimentari o di intolleranze alimentari, ma cosa siano esattamente e quale sia davvero la differenza non è sempre chiaro.
Ma ora che è stato constatato che sul totale dei paesi industrializzati almeno il 6-8% dei bambini fra i 12 ed i 14 anni soffre di allergie alimentari,è bene capire esattamente cosa sono e come si prevengono.Con allergia si intende una reazione esagerata delle difese immunitarie dell'uomo ad una sostanza, nel
nostro caso un alimento, particolare che solitamente è tollerata ma su certi individui invece altera l'organismo scatenando appunto la reazione allergica.
Con intolleranza alimentare invece non si intende una vera e propria allergia poiché una sostanza a cui l'organismo è intollerante non va ad agire sul sistema
immunitario, ma coinvolge il metabolismo: nel nostro caso l'organismo
non metabolizza bene un determinato cibo.
Le allergie alimentari nello specifico
sono diffuse soprattutto nei bambini e nei neonati sui quali sono
spesso frequenti a causa dell'apparato gastrointestinale ancora
immaturo. Per prevenire la comparsa di allergie durante lo sviluppo
del neonato la prima regola è rivedere la dieta della mamma poiché
ciò che essa mangia influisce poi direttamente sul latte materno
durante l'allattamento.
Le reazioni scatenate da un'allergia
alimentare possono verificarsi immediatamente, dopo qualche ora o
addirittura in alcuni casi dopo qualche giorno, ipersensibilità
ritardata. Nella maggior parte dei casi fortunatamente i sintomi
della reazione allergica sono molto lievi come prurito, irritazione
cutanea, starnuti o naso che cola, a volte invece i sintomi possono
essere più violenti come asma, gonfiore di labbra, bocca, lingua,
gola e faccia, eruzioni cutanee, crampi addominali, diarrea, nausea e
vomito, fino ad arrivare alla rara ma peggiore delle reazioni: lo
shock anafilattico, dove la pressione arteriosa scende di colpo e
mette in serissimo rischio il paziente fino a quando non gli viene
somministrata adrenalina.
Nei neonati in particolare una reazione
allergica molto comune è la dermatite atopica, cioè un
disturbo che colpisce la pelle del neonato soprattutto sul viso,
sulle braccia e sulle ginocchia. In questo caso la cura principale è
una pomata a base di cortisone che viene prescritta dal pediatra.
Per cercare di capire quali sono
i bambini più a rischio di allergie alimentari è necessario
studiare la storia familiare del bimbo in arrivo, infatti se uno dei
due genitori ha un'allergia alimentare allora per il neonato ci
sarà il doppio di possibilità di svilupparla rispetto ai neonati i
cui genitori non soffrono di allergie, se poi entrambi i genitori
possiedono allergie alimentari allora il rischio per il neonato
aumenta da quattro a sei volte.
Sottintendendo che le allergie
possono essere scatenate da un qualsiasi alimento o prodotto
alimentare, quelli che però provocano più frequentemente reazioni
allergiche sono il latte vaccino, la soia, le uova, la frutta, i
crostacei, il grano, i legumi, le arachidi ed i vari tipi di noci.
Fortunatamente però nel 90% dei
bambini l'allergia ad un determinato alimento scompare dopo il
terzo anno soprattutto nei casi di allergia all'uovo o al latte
vaccino, per i casi invece di allergia ai legumi, al pesce ed ai
molluschi purtroppo tende a durare per tutta la vita.
Fra i trattamenti per curare le
allergie alimentari quello più usato è la dieta ad esclusione, dove
viene escluso l'alimento o gli alimenti ai quali il bambino è
allergico, anche se ultimamente sta prendendo sempre più piede la
desensibilizzazione orale, cioè una tecnica che prevede l'utilizzo
graduale del cibo a cui il bambino è allergico per far abituare il
suo corpo ad assumerlo senza reazioni
allergiche.
Fonte: Societa' Italiana di
Pediatria - Roma, 21 settembre 2010
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