Bambini e computer

Nel 2002, Nielsen Netratings rendeva noti i risultati della prima indagine condotta in Europa sul rapporto tra i bambini e Internet. Lo studio, che aveva coinvolto circa 4800 bambini dai 2 ai 13 anni, provenienti da Italia, Francia, Germania, Regno Unito, aveva evidenziato che solo il 35% dei bambini italiani disponeva di un collegamento da casa e che il 20% era costituito dai baby navigatori, nella fascia di età 2-6 anni

Da allora, sono cambiate molte variabili significative, che hanno contribuito a estendere l’accesso delle famiglie italiane alle nuove tecnologie: per esempio, la diffusione dell’alta velocità e l’ampio ventaglio di offerta degli abbonamenti con canoni mensili fissi, non più vincolati al tempo di connessione.

La maggiore disponibilità e la necessità di utilizzare il computer e Internet, pone comunque nei genitori nuovi problemi da gestire: qual l’età giusta per avvicinare i piccoli al computer? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di esporre i più piccoli già in età prescolare? Quale spazio deve avere il computer durante la prima infanzia?
Vediamo cosa suggeriscono gli esperti.

 

 

La prima volta

Secondo gli esperti, l’età ideale per incominciare a familiarizzare con il computer è intorno ai 2 anni.
Negli anni Novanta, Ellen Wolock, Managing Editor della rivista specializzata Children's Software Review, spiegava che a questa età, in linea di massima, i bambini acquisiscono le competenze necessarie per interagire con il computer.

Intorno ai 2 anni, infatti, i bambini hanno il giusto grado di attenzione e di coordinamento tra la vista, che segue quello che avviene sullo schermo, e la manina, che gestisce l’interazione.

A quest’età, la maggior parte dei bambini è attratta da immagini con colori brillanti, inizia a scoprire la differenza tra le forme, i colori, le lettere e i numeri e inizia anche a intuire il rapporto di causa ed effetto attraverso i cambiamenti provocati sullo schermo dal movimento del mouse.

Torna su

 

Per quanto tempo

Al momento non ci risulta che siano stati approfonditi studi focalizzati sugli effetti legati all'uso continuativo del computer nei piccoli utenti.
Negli adulti è stato osservato che l’esposizione prolungata e continuativa può aggredire la retina e affaticare gli occhi, e il movimento della mano sul mouse, se protratto, può produrre dolori articolari e infiammazioni.

Per i bambini molto piccoli (di età inferiore ai due anni) esistono i giochi classificati come lapwear, proprio perché richiedono che il bambino stia in braccio al genitore, oppure tastiere e schermi “conformati”. Anche in questi casi, però, gli esperti consigliano di non esporre il bambino davanti allo schermo del PC per più di 30 secondi, sia perché gli effetti di un’esposizione maggiore non sono noti, sia perché l’attenzione del piccolo, di solito, non riesce a concentrarsi per un tempo superiore.

Dopo i 2 anni, il consiglio è di stare davanti al computer al massimo 1 ora al giorno, meglio se non continuativa ma distribuita in più sessioni.

Torna su

 

Cose da fare e cose da non fare

Comfy Pedagogical House (CPH) è costituita da un team di esperti psicologi, educatori, ricercatori che lavora per la storica casa americana produttrice di software per l’infanzia.
Dalla loro esperienza nasce questo elenco di cose da fare e da non fare quando i piccoli iniziano a familiarizzare con il computer.

Tempo trascorso al computer: tempo condiviso, di qualità
Quando il bambino inizia a familiarizzare con il computer, è fondamentale che il genitore sia presente. Non solo “fisicamente” ma anche emotivamente: l’esperienza al computer deve essere un momento di condivisione, per esplorare insieme.
“Permettete al bambino di interagire anche con voi, non solo con il computer” sostengono gli esperti. Coinvolgendo il piccolo nell’esperienza della scoperta, lo si incoraggia a condividere le gioie di ottenere dei risultati e si creano nuove occasioni di divertimento.
I genitori dovrebbero inoltre contribuire a rafforzare il feedback del gioco al computer: per esempio l’evento come il suono che conferma se un’azione è stata eseguita correttamente, potrebbe essere rinforzato dalle parole del genitore.

Considerare sempre gli interessi, l’età e le abilità del bambino prima di intraprendere un’attività al computer
Un gioco complicato può essere frustrante, come un gioco troppo banale, inadeguato per le capacità e gli interessi del bambino

Aiutare il bambino a creare dei collegamenti tra il virtuale e situazioni e attività del mondo reale
Il bambino dovrebbe essere incoraggiato a creare delle relazioni tra il gioco e la vita reale. Attraverso il gioco al computer, il genitore può fargli simulare delle esperienze, insegnargli delle cose che possono aiutarlo nella vita di ogni giorno.
Le attività al computer possono arricchire il bambino attraverso lo stimolo delle parole, della musica, e di tanti altri elementi interattivi.

È importante che genitore capisca per quali attività il piccolo dimostra maggiore interesse e lo aiuti a sviluppare le abilità e le competenze necessarie.
Il computer diventa può anche rivelarsi uno strumento efficace per incominciare a conoscere e apprezzare attività che devono essere ancora sperimentate, come disegnare, cantare, ballare ecc.

Espandere competenze, abilità e interessi
Il gioco al computer offre la possibilità di entrare in comunicazione con tanti codici espressivi e tante attività correlate. Attraverso il computer, si può incoraggiare il bambino a cimentarsi, di volta in volta, in qualcosa di nuovo e di inesplorato, non solo per imparare a fare delle cose ma anche per stimolare in lui la curiosità e il piacere della scoperta.

Enfatizzare l’aspetto ludico
Il computer è un’occasione per divertirsi e per imparare: dando maggiore enfasi al gioco, l’apprendimento avviene spontaneamente e il bambino familiarizzerà più facilmente con lo strumento.

Il computer non deve (e non può!) sostituire il mondo reale
Il computer non è un surrogato dei giochi tradizionali, come le costruzioni, le matite e i fogli di carta o di altre fondamentali esperienze dell’infanzia: il contatto con il mondo reale, la natura, le persone, i coetanei. Il computer deve essere considerato uno dei tanti strumenti per l’apprendimento e il gioco.

Non forzare la mano
Forzare l’approccio del bambino al computer è controproducente. Considerata l’importanza del gioco per lo sviluppo durante l’infanzia, è importante che il computer sia collegato al divertimento e al gioco. Accentuare l’aspetto didattico potrebbe avere come risposta negativa un calo di interesse e di curiosità.

Una misura non va bene per tutti…
Non esiste un unico modo “corretto” per giocare: il consiglio degli esperti è di seguire la propria indole e quella del bambino

Non più di mezz’ora
Per ogni sessione, è consigliata, al massimo, mezz’ora, cercando di vivere intensamente e senza dispersioni questa esperienza

 

Fonti:
I Bambini online – Gennaio-Marzo 2002, a cura di Nielsen NetRatings
Benefits of Computer Use, a cura id AA.VV. (Clements, 1994; Cardelle-Elawar & Wetzel, 1995; Adams, 1996; Denning & Smith, 1997; Haugland & Wright, 1997; Matthew, 1997)
How young is too young? Introducing your baby and toddler to the computer, a cura di Natalie Walker Whitlock

Toddlers and Computers: Striking a balance between fun and education, a cura di Comfy Pedagogical House

 

Torna su

 

I giochi della Casa di Zym

I giochi della Casa di Zym sono stati progettati da esperti in entertainment e didattica multimediale, tenendo conto delle esigenze percettive dei bambini dai 2 ai 5 anni e degli stimoli che possono aiutarli a sviluppare competenze e abilità: riconoscere le forme, i colori, i suoni, esplorare l’ambiente di una schermata.

Il gioco dell’armadio
In questo ambiente, il bambino può divertirsi a cambiare di abito a Zym scegliendo tra abbinamenti diversi con copricapo, abito composto da due pezzi, scarpe coordinati.

Obiettivi del gioco:

  • capacità di distinguere le forme
  • stimolo della curiosità per ciò che avviene sulla scena attraverso il feedback e i colori brillanti dell’animazione
  • percezione del meccanismo azione/reazione
  • applicazione del meccanismo azione/reazione nei contesti reale/virtuale
  • esecuzione di piccoli compiti secondo una sequenza simulata

Il feedback alle associazioni corrette sono comunicate attraverso il completamento dell’immagine e una musica “a tema” di rinforzo.

Il gioco dei suoni
Zym, con l’aiuto del bambino, diventa il direttore di una orchestra molto particolare!
Gli strumenti sono classificati per tipologie, per ognuna è possibile associare delle varianti attraverso i pulsanti colorati. I suoni possono essere combinati tra loro.

Obiettivi del gioco:

  • stimolare la sensibilità al suono e alla musica
  • stimolare la sensibilità al ritmo e alle melodie
  • far intuire l’associazione, sia pure elementare, tra suono e strumento musicale
  • concetto di armonia

Il gioco delle sagome
Sul tappeto della cucina, nella casa di Zym, c’è un tappeto magico: sul bordo sono raffigurati gli amici di Bosco Grande, al centro è presente una sagoma scura. Il gioco consiste nel trascinare al centro del tappeto la figura corretta corrispondente.

Tra gli obiettivi del gioco

  • stimolare la capacità di osservazione (anche dell’ambiente circostante)
  • stimolare la capacità di riconoscere le forme degli oggetti e di associarle correttamente
  • stimolare la capacità di utilizzare il mouse anche per movimenti più impegnativi del semplice clic
  • stimolare la capacità di comprendere e memorizzare il meccanismo di un gioco

I puzzle
Sul frigorifero di Zym, ci sono dei disegni. Cliccandoli, il bambino potrà scegliere tra un puzzle a 4, 8 o 12 pezzi. I grado di difficoltà varia, ovviamente, a seconda del puzzle selezionato: in ogni caso, il bambino ha a disposizione il disegno ricostruito per orientarsi e nella ricostruzione del puzzle è guidato da un suono di feedback che gli conferma se sta procedendo correttamente o meno.

Tra gli obiettivi del gioco

  • stimolare lo spirito di osservazione
  • stimolare la capacità di distinguere le forme
  • stimolare la capacità di costruzione e decostruzione
  • precisione

Questo gioco è consigliato a partire dai 4 anni.

 

Torna su

 

Favole, filastrocche, e le 1000 idee di Giocando s’impara

Favole e filastrocche da leggere insieme, colorare, reinventare e tante occasioni per imparare attraverso giochi e attività da fare insieme al tuo bambino.

In primo piano

news

Care mamme se il vostro bimbo sviluppa l'asma può essere colpa dei geni.

Care mamme se il vostro bimbo sviluppa lasma può essere colpa dei geni.A scoprire questo...[Continua]

Rubriche

Sempre più genitori scelgono le terapie alternative

Molto spesso i genitori sono diffidenti nei confronti dei farmaci, preoccupati per gli eventuali...[Continua]

Dossier

Genitori e nonni complici di bimbi viziati

Si dice spesso che i bambini di oggi sono sempre più capricciosi e ingestibili. A volte, però, la...[Continua]