Come giocano i bambini
Come giocano i bambini? Esistono regole nel loro comportamento?
Ne parla la dottoressa Cinzia d’Alessandro, esperta nello sviluppo infantile e titolare di asili nido privati nel milanese.
La socialità nei bambini inizia da quando sono piccolissimi: nell’età pre-scolare amano stare in gruppo e nel momento di gioco libero accolgono senza problemi nuovi amici incontrati per caso.
Quando si inizia a parlare di amicizie tra bambini?
Già dai 3-4 anni si instaurano legami di amicizia che possono durare nel tempo.
Nei primi anni scolari, la capacità di creare amicizie stabili si fortifica e nasce dall’esigenza di condividere momenti anche extra-scolastici. Un classico esempio è la richiesta di poter dormire o mangiare a casa dell’amico.
Il contesto in cui i bambini vivono può influenzare il processo di socializzazione?
Certamente sì, anche se spesso le occasioni di gioco hanno i tempi e le regole di corsi di nuoto, musica e altro. È quindi fondamentale il ruolo degli adulti che dovrebbero favorire gli incontri tra bambini, in situazioni dove questi possano giocare liberamente.
Ma come giocano i bambini?
Nell’età compresa tra i3 e gli 8 anni il loro pensiero ha una componente prevalentemente immaginativa che si manifesta nel gioco del “come se” (faccio finta di essere la mamma…), o in quello di ruolo (il gioco del dottore). Attraverso l’immaginazione, il bambino filtra la realtà e rappresenta diversi scenari dove si esercita a operare delle scelte.
La società cambia, ma nei giochi dei bambini ricorrono costantemente dei ruoli.
Certamente: i bambini e le bambine tra i 3 e i 5 anni sono fortemente interessati a giochi di imitazione della realtà. Le bambine giocano con le bambole, manifestano l’innato senso materno, sperimentano le attività prettamente femminili, quali cucinare o fare la spesa. I maschietti, invece, giocano con le macchinine e manifestano un crescente entusiasmo verso le attività di costruzione. Negli anni successivi, il gioco diventa sempre più di ruolo: le bambine amano giocare alla “parrucchiera”, alla “commessa”. I maschietti, invece, interpretano ruoli più avventurosi e meno casalinghi come il poliziotto, il pompiere il pilota…
Quindi i maschi continueranno a fare giochi da maschi e le bambine…
È scientificamente provato che già verso i 2/3 anni i bambini si orientano verso attività e interessi “da maschi” o “da femmine”. Addirittura i giochi assumono un carattere di genere maschile o femminile, prima ancora che i bambini abbiano coscienza della differenza sessuale.
E gli adulti come devono comportarsi in situazioni del genere?
Queste differenze vanno rispettate, mentre è compito della scuola elaborare programmi che stimolino bambini e bambine nei campi dello sviluppo che ambienti e condizionamenti socio-culturali inibiscono.
Per concludere: che consiglio darebbe ai genitori per la crescita dei loro bambini?
La maggior parte dei bambini ormai vive e cresce in città, ma il rapporto con la natura è fondamentale e i giochi più belli sono quelli all’aria aperta. Inoltre, i bambini e le bambine di 6, 7, 8 anni utilizzano gli scenari naturali come ambienti per le loro fantasie.
Andate in un bosco con vostro figlio: potete scommettere che dietro ogni albero si nasconde un elfo e lui si sentirà un grande avventuriero.
Fonte: Dott.ssa Cinzia d’Alessandro, Come Giocano i bambini, Zym il Castoro – La rivista per i bambini e per le loro mamme, anno 3 numero 3
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