Lontano dalla natura i bimbi si ammalano
I bambini passano sempre più tempo in luoghi chiusi: in casa, in classe, in palestra, davanti a computer e televisione e sempre meno all’aria aperta.
Questo succede soprattutto ai bambini a cui capita in sorte di nascere in città e non hanno molte occasioni di stare a contatto con la natura o perlomento non abbastanza a lungo da poterne trarre benefici durevoli.
Secondo un’indagine di Richard Louv, questa mancanza di contatto con la natura (che si aggrava di anno in anno) porterebbe i bambini a sviluppare un problema comportamentale particolare, da lui definito Nature deficit disorder. Letteralmente: disordine da mancanza di natura.
Richard Louv ne ha parlato diffusamente nel suo libro L'ultimo bambino dei boschi, uscito nel 2006 per Rizzoli.
Louv ha passato dieci anni in giro per gli Stati Uniti a documentare questo aspetto intervistando genitori e bambini sia di aree urbane che aree rurali.
In media, dice Louve, i bambini passano 44 ore settimanali davanti al monitor di televisione, computer (internet e videogiochi) e conoscono più titoli di videogiochi che nomi di piante, fiori, insetti.
Questo stare così tante ore in ambienti chiusi, favorisce la depressione infantile, l’ansia e i disturbi di tipo attenzionale.
Non essendo abituati al contatto con natura e animali, in genere ne sono spaventati e la paura si tramuta sempre più spesso in mancanza di rispetto. Un comportamento di cui non abbiamo proprio bisogno in questo momento storico.
I genitori, dal canto loro, non vivono certo in maniera diversa e anche loro ne pagano le conseguenze in termini di ansia, stress e depressione. La differenza è che per i bambini è più grave, perché hanno meno strumenti di difesa e, soprattutto, perché l’impatto di questa mancanza ha una gravità maggiore durante la crescita e lo sviluppo.
L’unica cura, per Louv, è quella di impegnarsi a creare situazioni piacevoli da passare insieme ai bambini all’aria aperta, lontano dalle città e per un periodo sufficientemente lungo perché il bambino possa entrare davvero in contatto con l’ambiente circostante.
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