Speciale influenza
Il virus influenzale di quest’anno è la Pacifica: prende il nome dall’area da cui ha avuto origine ma, in contrasto con il suo nome, direttamente e tra forme parainfluenzali, colpirà da 3 a 5 milioni di Italiani: almeno un terzo saranno bambini.
Ma sappiamo proprio tutto dell’influenza? Come difendersi e come alleviare i sintomi più fastidiosi, soprattutto nei nostri bambini?
Vediamo le informazioni più importanti.
- Influenza: che cos’è e come si trasmette »
- I sintomi dell’influenza »
- Le complicanze dell’influenza »
- L’influenza si può prevenire? »
- Come si cura? »
- Per alleviare i sintomi »
- Un respiro di sollievo per un sonno più tranquillo »
Influenza: che cos’è e come si trasmette
L’influenza è una malattia causata da un virus.
È molto contagiosa perché si diffonde attraverso l’aria, che trasporta le goccioline di muco e saliva infette.
Il virus influenzale resiste bene, in condizioni di freddo e bassa umidità, e si diffonde facilmente negli ambienti chiusi e affollati.
L’influenza ha un andamento stagionale. In Italia, la “stagione influenzale” di solito dura da dicembre e marzo.
I sintomi dell’influenza
Il periodo di incubazione dell’influenza è breve: da 1 a 4 giorni, mediamente 2 giorni.
Già in fase di incubazione, l’influenza può essere contagiosa.
I sintomi con cui l’influenza si manifesta possono essere molto variabili:
- febbre: può arrivare fino a 39,5°C, è spesso accompagnata da brividi;
- malessere generale;
- mal di testa;
- mancanza di appetito;
- dolori articolari, muscolari, ossei;
- sintomi respiratori: tosse, mal di gola, congestione nasale, congiuntivite.
Nei lattanti, la febbre può non essere presente, mentre possono essere presenti vomito e diarrea.
Questi sintomi gastrointestinali sono frequenti anche nei bambini più grandi.
Le complicanze dell’influenza
L’influenza è una malattia senza conseguenze gravi: dura da 3 a 6 giorni e ha una prognosi benigna. In alcuni casi può avere delle complicanze: nei bambini può avere complicanze respiratorie, sinusiti e otiti.
L’influenza si può prevenire?
Per proteggersi dall’influenza, la vaccinazione rappresenta il mezzo più efficace e sicuro.
La composizione dei vaccini cambia di anno in anno a seconda del ceppo di virus.
I virus responsabili dell’influenza tendono, infatti, a modificarsi continuamente per sfuggire alle difese del Sistema Immunitario.
Le informazioni sulle modifiche cui vanno incontro i virus influenzali sono raccolte da un sistema di sorveglianza e i dati ottenuti sono utilizzati per studiare le caratteristiche dei vaccini.
La vaccinazione influenzale, nei bambini sani, non è prioritaria: in un bambino in buone condizioni di salute, il Sistema Immunitario è in grado di difendersi, e nella maggior parte dei casi sono sufficienti le terapie sintomatiche.
La vaccinazione antinfluenzale dei bambini è raccomandata in alcuni casi:
- malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma persistente, la displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica);
- malattie respiratorie acute recidivanti (otite media acuta e infezioni delle alte vie);
- malattie croniche dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite;
- malattie metaboliche, compreso il diabete mellito;
- malattie renali con insufficienza renale;
- malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
- malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
- sindromi da malassorbimento intestinale;
- malattie dell’apparato uropoietico ovvero altre severe condizioni patologiche che aumentino il rischio di complicanze;
- patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
- bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale;
- bambini e adulti che vivono in comunità;
- bambini pretermine e di basso peso alla nascita al compimento del 6° mese.
La vaccinazione è in generale sconsigliata nei seguenti casi:
- allergia alle proteine dell’uovo;
- manifestazioni febbrili in atto: in questo caso deve essere rimandata;
- soggetti con malattie autoimmuni: il vaccino va somministrato dopo un’attenta valutazione medica del rapporto rischio/beneficio;
- soggetti che, dopo una precedente somministrazione, abbiano presentato ipersensibilità immediata (anafilassi) e reazioni di tipo allergico.
La Circolare del Ministero della Salute n°1 del 5 agosto 2005 precisa che la vaccinazione è consigliata anche a tutte le donne che durante la gravidanza si troveranno al secondo o al terzo trimestre di gestazione in coincidenza con la stagione influenzale.
La vaccinazione antinfluenzale non è controindicata nelle donne che allattano e l’allattamento non interferisce negativamente sulla risposta immunitaria.
Il periodo più indicato per la vaccinazione è tra ottobre e dicembre: per la copertura vaccinale sono necessari almeno dieci giorni.
I bambini ad alto rischio di complicazioni per l’influenza, se necessario, possono ricevere il vaccino antinfluenzale insieme ad altri vaccini obbligatori e raccomandati.
Il vaccino è somministrato con un’iniezione intramuscolare che viene praticata sul braccio. Per i bambini più piccoli, l’iniezione è di solito praticata nel muscolo antero-laterale della coscia.
I farmaci antivirali non costituiscono un mezzo di prevenzione e non sono un’alternativa alla vaccinazione: il loro utilizzo va sempre valutato dal medico curante.
Come misura preventiva, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomanda anche di lavarsi scrupolosamente le mani, per limitare la diffusione di virus e agenti infettivi.
Come si cura?
Le cure per l’influenza servono ad alleviare i sintomi.
Nella fase acuta della malattia, è consigliabile rimanere a riposo, e per 24-48 ore dalla scomparsa della febbre.
Nel caso in cui la febbre sia molto alta, con mal di testa e dolori articolari, sono indicati farmaci antipiretici, analgesici, antinfiammatori come il paracetamolo, da valutare insieme al pediatra.
Solo il pediatra può valutare se è il caso di assumere antibiotici: l’uso non appropriato va evitato perché può favorire la selezione di batteri resistenti.
Per alleviare i sintomi
Molti rimedi, tramandati dalla saggezza popolare, hanno trovato conferma della loro efficacia anche in ambiente scientifico.
Un rimedio rivalutato dagli studi scientifici è proprio il classico brodino di pollo: le proteine della carne, presenti nel brodo, possono aiutare il Sistema Immunitario, tramite un’azione coadiuvante.
Altri “rimedi della nonna”, per i quali però non esistono prove di efficacia, riguardano l’alimentazione e il consumo regolare di frutta e verdura di stagione.
Per esempio:
- il cavolo: contiene ferro, vitamina C e sali minerali, il suo consumo può giovare alle affezioni delle vie respiratorie;
- la cipolla: ricca di vitamine e sali minerali, è un antisettico naturale, disinfetta l’intestino e ha proprietà espettoranti;
- l’aglio: contiene ferro, sali minerali e vitamine in quantità, è considerato un ottimo antisettico;
- il limone: è di solito consigliato per disinfettare la gola con gargarismi, mentre le arance, ricchissime di vitamina C, aiutano nell’assorbimento del ferro e stimolano le difese immunitarie.
Importante anche bere molto per evitare la disidratazione: acqua, succhi di frutta, brodo o anche acqua e limone tiepidi con un po’ di miele per dare sollievo al bruciore di gola.
Vedi anche:
Un respiro di sollievo per un sonno più tranquillo
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Come si usa? Guarda il video
Fonti:
Preveniamo l’influenza, a cura del Ministero della Salute e del Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle malattie
Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2005-2006 Circolare Ministeriale n°1 del 5 agosto 2005
Cold remedies: what works, what doesn’t, what can’t hurt
www.influenza.it
Minerva Pediatrica, Volume 59, n. 4, p315-326, agosto 2007, Edizioni Minerva Medica.
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