Tempo pieno: la parola ai pediatri

Un'indagine condotta dal pediatra Italo Farnetani su 199 colleghi ha evidenziato che il 69,7% dei pediatri non è favorevole al tempo prolungato, se non in casi di necessità.
Secondo i pediatri, l'ideale sarebbe, dopo la scuola, favorire i momenti di relax all'aria aperta, da alternare allo studio, o in casa con la famiglia, con i nonni o con la baby sitter.

Le motivazioni sono legate, principalmente, alla sfera cognitiva e psicologica che possono però contribuire a creare situazioni di stress con ricadute sul sistema immunitario

Secondo gli esperti, trascorrere “forzatamente” diverse ora a scuola, dedicando poco tempo alla vita familiare, può portare il bambino a identificare la scuola con il suo disagio, favorendo lo sviluppo di atteggiamenti aggressivi o di isolamento.

Inoltre, il tempo prolungato può contrastare con la capacità di apprendimento del bambino, che ha dei tempi da rispettare: in mattinata il momento ideale è tra le 11 e le 13, dopo le 13 subisce un calo, dovuto al picco di sonnolenza e stanchezza, per riprendere tra le 15 e le 17.

Per rispettare i ritmi dei più piccoli, Farnetani propone di condividere il momento della prima colazione in classe spostando un po' l'inizio delle lezioni, per permettere ai bambini di socializzare e di non saltare il primo pasto della giornata, seguita dal momento da dedicare allo sport.

Fonte: Adnkronos Salute

 

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