Mamme fumatrici? Figli futuri fumatori

Fumare sappiamo tutti che fa male ed a tal proposito eccovi ancora un volta alcuni dei motivi per evitare categoricamente il fumo soprattutto durante la gravidanza.

Questa volte l'allarme lo lancia la rivista Pediatrics con la pubblicazione di uno studio effettuato da un'università americana che collega il fumo al rischio di Adhd, cioè di Disturbo da deficit dellattenzione.

Il Disturbo da deficit dell'attenzione è una patologia da non sottovalutare che colpisce i bambini causando loro continui sbalzi d'umore, inattenzione, impulsività, iperattività motoria e che, associandosi spesso con altri disturbi come dislessia, disgrafia, ansia, depressione o bipolarismo, condiziona poi il loro sviluppo e la loro integrazione sociale.

Lo studio riportato da Pediatrics ha analizzato 2600 ragazzi fra gli 8 ed i 15 anni dimostrando che gli adolescenti colpiti dallAdhd hanno frequentemente avuto madri fumatrici che continuavano a fumare nonostante la gravidanza.

Infatti proprio nei bambini esposti al fumo in utero, o addirittura al piombo nei primi momenti della loro vita, il rischio di Adhd si moltiplica di otto volte rispetto al normale.

E se si pensa che nei pesi abbastanza ricchi le donne che fumano durante la gravidanza sono almeno il 15%, per salire poi al 56/60% in quelli più poveri dove molte famiglie vivono in palazzi fatiscenti con vecchie tubature spesso esposte quindi anche a grandi quantità di piombo, allora ci si rende conto di quanto i casi di Adhd stiano aumentando e di quanto il cervello degli adolescenti sia sempre più a rischio.

Secondo uno studio anglo-canadese, pubblicato su Archives of General Psychiatry, poi pare che il cervello del feto in una mamma che fuma subisca una sorta di imprinting per cui da adolescente esso sarà più portato al vizio del fumo ed a una potenziale dipendenza da stupefacenti.

I ricercatori anglo-canadesi hanno analizzato 600 adolescenti dimostrando che lo spessore della corteccia orbo-frontale dei ragazzi esposti al fumo in utero è molto minore di quella dei ragazzi non esposti.

Ciò porterebbe ad una diversa regolazione delle emozioni e del circuito del piacere poiché la nicotina stimola in modo anomalo e persistente un recettore che porta ad un incremento di dopamina e quindi ad una sensazione di piacere ogni volta che si è a contatto col fumo.

Fonti: Pediatrics, Archives of General Psychiatry

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