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Psicologa infantile
Non dorme da solo (2 anni e 3 mesi)
DOMANDA
ho un bambino di 2 anni e 3 mesi che da settembre 2006 ha deciso che tutte le notti deve dormire con noi. Noi abbiamo provato di tutto ma lui persiste a dormire con noi , da cosa è dovuto tale atteggiamento?
RISPOSTA
La regolazione del ritmo sonno-veglia è un compito molto complesso per i genitori perché include molte dimensioni del temperamento infantile: attività, irritabilità, capacità di calmarsi da soli, ansia di separazione. Dunque i meccanismi autoregolativi del ritmo sonno-veglia si strutturano poco a poco, sulla base sia della relazione tra la madre e il bambino, fin dai primi giorni di vita, sia della struttura temperamentale, soggettiva, del bambino.
Gradualmente, e in modo sempre più marcato dal primo anno di vita al secondo, i genitori assumono il ruolo di “base sicura” e andare a dormire attiva fortemente il legame di attaccamento, perché il momento della nanna rappresenta una separazione per entrambi (madre e bambino) e i risvegli notturni costituiscono un’opportunità di riunione, di conforto e di rassicurazione. Inoltre dal primo anno di vita ai due anni i bambini sono estremamente attivi, hanno conquistato grandi abilità motorie e cognitive e diventa estremamente difficile per loro staccarsi dalle attività diurne tanto interessanti e coinvolgenti. In più, verso i due anni, i bambini vivono un maggiore stato d’ansia, che li porta ad avere frequenti incubi notturni, con la seguente necessaria richiesta di rassicurazione e vicinanza.
Tutti questi “movimenti” appartengono a delle necessarie tappe evolutive dello sviluppo, cioè appartengono ad una maggiore consapevolezza del sé e della relazione con gli altri, che crea una maggiore sensibilità verso gli stimoli ambientali o verso le proprie pulsioni interne, provocando così stati d’ansia, di cui il disturbo del sonno è un’evidente manifestazione. Stiamo dunque parlando di un normale stato maturativo.
Allora qualche consiglio teso a tranquillizzare il vostro bambino:
- Non fare vedere la televisione prima della nanna (è questo uno stimolo comunque eccitatorio).
- Evitare che il bambino si addormenti in un luogo diverso dal suo lettino (il divano, in braccio, davanti alla tv).
- Cercare di dare una ritmicità all’addormentamento: impostare più o meno lo stesso orario;
- Accompagnare il bambino in questo passaggio veglia-sonno costruendo un rituale rassicurante: ad una certa ora fare lo stesso gioco (calmo), o leggere lo stesso libretto, o raccontare sempre la stessa storia (con qualche piccola variazione), scegliere lo stesso peluche, se il bambino ha il ciuccio lasciarlo ciucciare senza problemi, oppure offrire il latte serale o la camomilla.
È importante stare vicino a lui fisicamente, coccolandolo, abbracciandolo, ma facendo in modo che questo avvenga nella sua cameretta o comunque nel suo lettino (se dorme ancora nel lettino con le sbarre, abbassarle per facilitare la vicinanza fisica con la mamma o il papà). È importante fare tutto questo con grande capacità di stare vicino affettivamente, ma in modo fermo e sicuro, avendo la pazienza di trovare il rituale giusto, (dipende un po’ dalle preferenze e dal temperamento di ogni bambino) ed avendo la costanza di impostarlo tutte le sere. Questa ripetitività tranquillizza molto i bambini, perché sanno esattamente cosa aspettarsi; i continui cambiamenti di “strategie”, invece, inducono il bambino a pensare che l’adulto non è così sicuro, non è così tranquillo nella separazione notturna, perché dà l’idea di non “saper cosa fare”.Questa preparazione all’addormentamento è una parte centrale per evitare i disturbi dei risvegli frequenti.
In questo caso è importante cercare comunque di capire se nell’ambiente attorno al bambino c’è stato qualche cambiamento: la mamma ha ripreso a lavorare, l’orario di lavoro è stato prolungato, un inserimento al nido oppure, e questo potrebbe essere il vostro caso, si è passati dalla vacanza (immagino il mese di agosto), caratterizzata dall’unità familiare, al lavoro (il mese di settembre), caratterizzato dalle necessarie e quotidiane separazioni.
Il vostro bambino vi sta segnalando che preferirebbe tornare in vacanza, dove i tempi sono meno contratti e ci si diverte tutti insieme. Sarà allora importante rassicurarlo, anche continuamente spiegandogli che ci siete, che lo capite, ma che bisogna anche andare al lavoro, che ci si separa un po’, ma poi si torna tutti insieme alla sera. Insistendo molto sul rituale di addormentamento. La situazione dovrebbe migliorare con un po’ di pazienza e di costanza.
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