Le risposte alle vostre email

Dott.ssa Silvia Piva
La psicologa
Dott.ssa Silvia Piva
Psicologa infantile

Spasmi affettivi

DOMANDA

Gentile dottoressa,

la pediatra che segue il mio bambino, che attualmente ha 22 mesi mi ha detto che ha gli spasmi affettivi. Lei minimizza sempre la questione ogni volta che o la sollevo raccontandole di come mio figlio si disperi, fino a provocarsi conati di vomito in determinate situazioni (un rimprovero, il tentativo di dargli una medicina, la sottrazione di un oggetto-gioco pericoloso....). Premetto che fin dai primi giorni di vita le sue manifestazioni di pianto erano estremamente esagerate (intendo fino all'apnea) e la situazione è migliorata sicuramente col trascorrere dei mesi, ma ne vorrei sapere di più (spesso ho pensato di rivolgermi a uno psichiatra infantile) anche perché ho avuto, da altri pediatri reazioni preoccupate e allarmanti. la ringrazio anticipatamente qualora vorrà affrontare l'argomento.

MammaFra

 

RISPOSTA

Cara mamma Fra,

lo spasmo affettivo, noto anche come laringospasmo, è un disturbo che compare di solito nel corso del secondo anno di vita, con a volte un esordio precoce anche attorno ai sei mesi. Questo disturbo sopravviene di regola in bambini la cui crescita è normale, così come lo sviluppo generale ed intellettivo. Generalmente si manifesta in due forme cliniche distinte: forma cianotica e forma pallida.
La forma cianotica o blu è la più frequente ed è quella che sembra avere suo figlio. Dunque in occasione di una frustrazione, di collera o di contrarietà, in generale il bambino comincia a singhiozzare con forza, la respirazione diventa rapida fino, appunto, all’apnea. Spesso la crisi si manifesta in modo elettivo all’interno della famiglia e spesso in presenza di una persona significativa come la mamma. Per lo più i bambini con spasmi affettivi sono molto attivi, sicuri, dominatori e collerici, ma anche poco in grado di elaborare una frustrazione o una emozione intensa.

Questo è quello che capita anche al suo bambino, cara mamma Fra, ed immagino che a lei capiti di sentirsi in ansia, a tratti angosciata e, spesso, tiranneggiata da questo complicato figlio, al punto di rinunciare all’autorevolezza, tanto importante per la crescita dei bambini.

Penso che rivolgersi ad un neuropsichiatria infantile sia molto utile, sia per inquadrare meglio questo disturbo ed il suo decorso ( generalmente scompare entro i 3 anni), sia per comprendere meglio come affrontare queste crisi, che , a volte, si risolvono proprio con un intervento psicologico sui genitori.

Un caro saluto

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