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Lupo Acchiotto
Era una bella mattina d’estate quando nel Bosco Grande arrivò un essere strano, tutto nero e peloso: la creatura più nera e pelosa che si fosse mai vista nei dintorni. Era il Lupo Acchiotto, un giovane lupo che faceva il pittore e viveva tutto solo, sulla Montagna Alta. Quel giorno era uscito in cerca di ispirazione, con la sua tavolozza e i pennelli colorati ma si sa come sono gli artisti, si era perso a giocare tra i fiori e le farfalle e ora non riusciva più a ritrovare la strada di casa. Nel Bosco Grande di lupi così grandi e così neri non se ne erano mai visti. Ne parlavano le favole dei nonni, che li descrivevano come tipi poco raccomandabili, facilmente irritabili e cattivissimi. Lupo Acchiotto vagava smarrito e si stava anche innervosendo perché non riusciva a chiedere a nessuno informazioni per ritrovare la strada di casa: tutti gli animali appena lo vedevano fuggivano impauriti, si nascondevano nelle tane o riparavano sugli alberi. “C’è un lupo, c’è un lupo!”: in un attimo la voce si era sparsa in tutto il Bosco Grande. Solo la zia Nutria era rimasta tranquilla a curare le sue rose: era molto concentrata perché stava ristrutturando il giardino. Lupo Acchiotto all’inizio esitò: non voleva spaventarla ma a qualcuno doveva pur chiedere informazioni “Buongiorno, signora Nutria. Io sono il pittore Lupo Acchiotto, vengo dalla Montagna Alta, ho perso la strada di casa ma non so come ritornare”. La zia Nutria sobbalzò, tanto che le si drizzarono i baffetti dallo spavento. Poi si fermò a guardare Lupo Acchiotto, e si accorse che nonostante l’aspetto un po’ bizzarro e un tantino minaccioso, il lupo aveva gli occhi buoni e modi garbati. “Buongiorno Lupo Acchiotto, benvenuto nel Bosco Grande. La Montagna Alta è a nord, ma la strada è lunga, avrai ancora tanto da camminare. Devi essere molto stanco: puoi fermarti a fare una sosta qui in giardino: tra un po’ preparerò il tè e sarei lieta di offrirtene una tazza. Scusa il disordine, sto mettendo a posto il giardino”. Lupo Acchiotto drizzò le orecchie: era veramente molto sorpreso da tanta accoglienza. Bevve il tè con la zia Nutria, chiacchierò piacevolmente e poi si offrì di aiutarla a ristrutturare il giardino. Con grande maestria la aiutò a sistemare le rose, le violette e le margherite creando delle bellissime composizioni. A poco a poco gli abitanti del Bosco Grande uscirono dalle tane, scesero dagli alberi su cui si erano rifugiati e si misero a osservare incuriositi quello che stava accadendo dalla zia Nutria: il giardino era meraviglioso e Lupo Acchiotto, tutto scodinzolante, stava dipingendo un bellissimo paesaggio del Bosco. Non lo lasciarono più ripartire per la Montagna Alta e Lupo Acchiotto divenne l’artista ufficiale di Bosco Grande: a lui si deve la statua di nonno Dentecurvo, l’inventore della formula di Zymafluor.
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