Maschio o femmina? Scoprirlo con un nuovo test.
Il desiderio di molti genitori impazienti è quello di scoprire, il prima possibile, se il nascituro sarà un maschio o una femmina. Un sogno che potrebbe diventare realtà, secondo i risultati raccolti da un gruppo di ricercatori della Corea del Sud che ha elaborato un nuovo test per predire il sesso del bambino. Con un semplice esame del sangue, può infatti essere valutato il rapporto tra due enzimi la cui quantità varia, nella futura mamma, in relazione al fatto che la donna sia in attesa di un bambino o di una bambina. Il test, in fase di studio e non ancora disponibile, potrebbe sostituire altri test di predizione precoce del sesso come l'analisi dei villi coriali che sono molto invasive.
12 gennaio 2012
FONTE: Faseb Journal
Mamme lavoratrici, piu' felici e in forma
Sono molti i dubbi che assalgono le neo-mamme riguardo al rientro in ufficio dopo la maternità, preoccupate per la crescita del neonato e la propria capacità di gestire al meglio la situazione. Ma se da un lato c'è la difficoltà di staccarsi, dopo pochi mesi, dal nuovo arrivato, dall'altra, sostiene una ricerca dell'Università del North Carolina, ci sono i benefici di essere una mamma lavoratrice. A dispetto dei sacrifici di cui spesso di parla, che vedono le mamme affannarsi tra la carriera professionale e l'educazione dei figli, i dati emersi parlano chiaro: le mamme con un impiego part-time, fino a 32 ore di lavoro alla settimana, sono più soddisfatte, serene e in forma di quelle che scelgono di dedicarsi a tempo pieno all'accudimento dei figli. I ricercatori hanno riscontrato nelle donne che hanno rinunciato al lavoro una maggiore tendenza a sintomi depressivi rispetto a chi, lavorando, percepisce di dare un contributo maggiore alla famiglia.
15 dicembre 2011
FONTE: Journal of Family Psychology
Mamma o papa' fuma? Cresce l'asma nei figli
I bambini sono più esposti degli adulti agli inquinanti ambientali, anche quelli degli spazi chiusi come casa e scuola. Uno dei maggiori rischi per le infiammazioni delle vie respiratorie dei più piccoli si trova, però, proprio tra le mura domestiche: l'ultimo rapporto in materia stilato dal Ministero della Salute mette in luce che il 15% dei casi di asma tra bambini e ragazzi sia attribuibile al fumo passivo dei genitori. In Italia, più della metà dei bambini vive con un genitore fumatore, aumentando perciò l'esposizione alle particelle tossiche che inducono la manifestazione di irritazioni, sintomi respiratori acuti, maggiore sensibilità a bronchiti e malanni. Tra gli altri pericoli dentro casa, anche l'eccesso di polvere che favorisce il proliferare di acari, il principale allergene nell'età dell'infanzia, e muffe ed eccessiva umidità delle pareti di casa. 15 dicembre 2011 FONTE: Ministero della Salute
Depressione post-parto: un legame con l'ipertensione
Ci si sente stanche, svogliate, con momenti di tristezza che
sostituiscono la felicità legata alla maternità: la depressione
post-parto è una condizione grave e richiede un intervento tempestivo
per la salute della neomamma e del bambino. Un fattore predittivo,
secondo gli psichiatri dell'Università di Washington, potrebbe trovarsi
nella manifestazione di ipertensione durante la gestazione. Lo studio è
stato condotto su oltre 2 mila donne che hanno ricevuto cure prenatali:
le future mamme in cui sono stati riscontrati segnali di ipertensione o
preeclampsia, frequente nel 13% delle donne incinta, durante la
gestazione sono andate incontro al 55% di probabilità in più di soffrire
di depressione post-parto. La correlazione tra le due condizioni non è
ancora stata chiarita.
24 novembre 2011
FONTE: General Health Psychiatry
Gravidanza: un aiuto dalle vitamine
Durante il periodo della gestazione si deve prestare molta attenzione
all'alimentazione e allo stile di vita, per affrontare al meglio i
cambiamenti subiti dal corpo della futura mamma. Integratori di vitamine
e acido folico sono necessari al mantenimento di uno stato di salute
generale. Alcuni recenti studi sottolineano, inoltre, che i
multivitaminici svolgono effetti benefici anche quando sono assunti
prima del concepimento. Una ricerca condotta su 36 mila donne ha,
infatti, evidenziato un minore rischio di complicanze legate al parto e
migliore mantenimento del peso ideale in gravidanza nelle donne che
hanno assunto questi integratori nelle settimane prima del concepimento.
8 settembre 2011
FONTE: American Journal of Clinical Nutrition
Ovaio policistico: le conseguenze in gravidanza
La sindrome dell'ovaio policistico, condizione in cui le ovaie sono
di dimensioni superiori alla media e contengono numerose cisti, desta
molte preoccupazioni nelle donne perché può influenzarne la fertilità.
Dall'età del menarca fino alla menopausa, l'ovaio policistico può
manifestarsi a qualsiasi età, indotto da fattori predisponenti tra cui
famigliarità e sovrappeso. Particolare attenzione va prestata durante la
gravidanza che, confermano gli studi, può incappare in complicanze
dovute a questo disturbo ovarico. La presenza di ovaio policistico nella
donna incinta, infatti, la espone maggiormente a diabete gestionale,
ipertensione, preeclampsia, parto prematuro, necessità di parto cesareo.
Anche il nascituro può risentirne, con conseguenze legate per lo più
allo stato di salute della mamma, come uno sviluppo in dimensioni
inferiori alla media dovuto al diabete gestionale.
21 luglio 2011
FONTE: American Journal of Obstetrics&Gynecology
Al mare: serene e con il pancione.
Si suda di più, si è affaticati, si dorme male di notte. Così ci si
sente durante questi giorni di afa, dove la colonnina di mercurio del
termometro supera i 30° ed essere incinta non è certo di aiuto per
sopportare meglio il caldo. Meglio partire per il mare, una volta avuto
il via libera dal nostro ginecologo, per rilassarsi e rinfrescarsi. Ma a
cosa dobbiamo fare attenzione? Alle classiche regole anti-caldo con
qualche accortezza in più per vivere serenamente l'estate con il
pancione. Come andare in spiaggia nelle prime ore del mattino o in
quelle tardo-pomeridiane, per evitare l'esposizione al troppo calore,
percepito maggiormente da chi è in gravidanza per il cambiamento
ormonale. Più attenzione anche alla pelle che, quando si è incinta, è
più delicata e a rischio di scottature: è bene quindi adottare creme
solari con alto fattore di protezione (almeno 30 SPF). Bere molto per
evitare la disidratazione, perché molti dei fluidi sono destinati al
feto e al liquido amniotico, vestirsi con abiti comodi e dal tessuto
traspirante, come il lino e il cotone per evitare di sovra-accaldarsi, e
ridurre il consumo di sale per evitare ritenzione idrica e un eccesso
di sudorazione. Anche se il caldo sembra insopportabile, ogni donna
incinta può escogitare piccoli trucchi per sentirsi meglio, come sedersi
con i piedi sollevati o spruzzarsi con dell'acqua fresca. E ricordarsi
che la gravidanza non è una malattia, e mare e relax fanno bene alla
salute della mamma e del bambino.
14 luglio 2011
FONTE: American Congress of Obstetricians and Gynecologists
Alcol in gravidanza: aumenta del 33% il rischio di distacco della placenta.
Le donne in gravidanza, è noto, devono evitare il consumo di alcolici
durante i nove mesi di gestazione. Ma quali sono i motivi?
Principalmente il rischio di complicanze che potrebbero minacciare la
salute della mamma e del nascituro. Uno studio statunitense, di recente
pubblicazione, conferma che bere drink alcolici in gravidanza aumenta
del 33% il rischio di distacco della placenta, una condizione pericolosa
che mette in serio pericolo la gravidanza. Non ci sono evidenze,
invece, che il consumo di alcolici nel periodo prenatale aumenti il
rischio di placenta previa, ovvero la placenta che prende contatto con
l'utero in posizione anomala.
Maternal and Child Health Journal
7 luglio 2011
Fumo in gravidanza: colesterolo alto nel neonato
23 giugno 2011
FONTE: European Heart Journal
Depressione post parto: conseguenze nel bambino
Dopo la nascita di un figlio, molte donne incappano in uno stato depressivo fatto di ansie, preoccupazioni e senso di inadeguatezza che può avere anche gravi conseguenze. Anche nel bambino, sostengono i ricercatori dell'Università di Adelaide, in Australia: una depressione post-partum nella mamma, infatti, sembra influenzare lo sviluppo emotivo e comportamentale del figlio fino ai 5 anni. Lo studio, condotto su oltre 400 mamme e relativi figli, ha infatti confermato dei disturbi nel comportamento di bambini con mamme con episodi depressivi ricorrenti. Nessuna influenza apparente, invece, se lo stato depressivo si manifesta solo sporadicamente. L'impatto, inoltre, riesce a essere attutito se il bambino frequenta una scuola materna o un gruppo educativo: in questo caso, bastano tre ore alla settimana per consentire al bambino di non subire lo stress dello stato emotivo delicato della mamma.
16 giugno 2011
FONTE: American Academy of Pediatrics
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