Bebè in arrivo e lavoro
Mamme equilibriste tra lavoro e famiglia. Papà che sempre più numerosi scelgono il congedo parentale. Un articolo apparso recentemente sul Corriere della Sera riporta dati interessanti sulle “nuove” famiglie italiane: dati che provengono da osservatori privilegiati, Milano e la regione Lombardia, con il commento di esponenti politici della Regione, del Comune e della Camera del Lavoro.
Nel 2007, riporta l’articolo, 1.915 mamme milanesi si sono licenziate per accudire i figli. Nel 2006 erano state 1.176.
In Lombardia, lo stesso dato è passato da quota 4.608 nel 2006 a 5.581 nel 2007.
“Non c' è dubbio, nella maggioranza dei casi si tratta di una decisione subìta” commenta il consigliera di parità regionale, Sabina Guancia “Quando tutto quello che guadagni se ne va per nido e baby sitter e in più devi fare i salti mortali per conciliare famiglia e lavoro è inevitabile che molte si arrendano. Eppure Milano, come il resto dell' Italia, non possono permettersi un'emorragia di risorse così preziose”.
Diverso il commento dell' assessore al Lavoro del Comune, Andrea Mascaretti: “Se l'abbandono del lavoro dipende da una scelta di vita per non abbandonare i figli a se stessi mi pare non ci sia proprio nulla di cui scandalizzarsi. Anzi, saremmo di fronte a una scelta chiara e responsabile”.
Anche se continuare a lavorare e a occuparsi della famiglia, soprattutto se il partner non collabora, è, oggettivamente, un impegno oneroso che rischia di gravare quasi esclusivamente sulle spalle della donna. “Le stesse mamme dovrebbero investire in un continuo aggiornamento professionale – aggiunge Mascaretti - in modo da reinserirsi più facilmente. Cercheremo di coinvolgere su questo tema le associazioni datoriali. Altro nostro obiettivo è favorire il telelavoro, un modo per rendere la vita più facile alle donne lavoratrici”.
Sull’argomento è intervenuta anche Fulvia Colombini della Segreteria della Camera del Lavoro: “Non c'è aggiornamento che tenga: le donne che lasciano il posto fisso per la famiglia poi devono accontentarsi di rientrare con un contratto a termine o di collaborazione. La verità è che molto spesso, dopo la maternità, le donne subiscono pressioni e sono spinte a licenziarsi. Questo avviene soprattutto nelle piccole e medie imprese. L'unico vero aiuto possibile è aumentare i servizi, a partire dagli asili nido. Il Comune preferisce investire sui bonus per chi prolunga la maternità: ci dica quante sono le donne che ne approfittano. Perché il sospetto è che le milanesi siano le prime a non apprezzare questa forma di aiuto”.
In aumento anche i papà che scelgono il congedo parentale per stare accanto al bebè: dai 2.019 del 2006 (4,2%) si è passati a quota 2.956 del 2007 (5,2%).
Fonte: Corriere della Sera
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