Ecografia in gravidanza

Tre le ecografie necessarie durante i nove mesi di attesa secondo le nuove linee guida della SIEOG (Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica e Metodologie Biofisiche).

Le indicazioni sono rivolte a ginecologi e medici di famiglia, ma anche a magistrati e avvocati, dopo l’allarme lanciato da molti studi sull’eccessivo ricorso a indagini strumentali.

Le nuove linee guida prevedono:

  • un’ecografia al primo trimestre, fino a 13 settimane e 6 giorni: serve a datare la gravidanza sulla base della lunghezza del feto, a confermarne la vitalità e l’eventuale presenza di gemelli;
  • una seconda ecografia al secondo trimestre, tra la 19esima e la 21esima settimana per valutare l’anatomia del feto, la quantità di liquido amniotico e la posizione della placenta;
  • una terza ecografia al terzo trimestre, fra la 30esima e la 40esima settimana, per valutare come cresce il feto, la quantità di liquido amniotico e la posizione della placenta.

Gli esperti rammentano che l’ecografia non permette una diagnosi completa del feto: infatti, attraverso questa indagine strumentale è più facile individuare le malformazioni del sistema nervoso centrale rispetto a quelle cardiache, per le quali, in tutto il mondo, la percentuale di casi diagnosticati in utero non raggiunge il 50%.

 

Fonte: Cybermed

Vedi anche:
Le visite durante i nove mesi

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