Fumo, donne e mamme

di Giacomo Mangiaracina


Gravidanza(Docente presso il Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica dell'Università La Sapienza di Roma.
È presidente della Società Italiana di Tabaccologia e coordinatore dell'Area Tabagismo della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori).


"Smoking is an oral pleasure" (fumare è un piacere orale). È lo strillo di una delle tante pubblicità di sigarette indirizzata alle donne. Ma è ben diverso che masticare l'estremità di una penna come si faceva a scuola. Il "piacere" di fumare è quantomeno strano. Chi per la prima volta aspira fumo da una sigaretta prova nausea, vertigini, sudorazione, e tossisce. Provando e riprovando, questo comportamento diventa paradossalmente "piacevole". Si tratta di un piacere effimero, virtuale, soprattutto breve, che dura giusto il tempo che una sigaretta impiega a consumarsi, una tirata dopo l'altra. Lo scotto che se ne paga è pero molto alto.

Ai primi del Novecento fumavano solo le prostitute. Un'abile strategia dei produttori del tabacco, lanciata nel corso dell'emancipazione femminile, ed in particolare nel contesto del movimento per il diritto di voto alle donne, si basò fondamentalmente su due slogan che suonavano grossomodo così: "Piuttosto che mangiare cioccolata, fumati una sigaretta: non ingrassi e sarai più sexy", e "I vostri mariti vi schiavizzano e non vi fanno neppure fumare". Oltre a ciò, giovani donne venivano pagate per fumare in modo ostentativo nelle manifestazioni pubbliche e tra le suffragette. La strategia ha funzionato ed il "modello maschile" è stato assimilato in pieno.

Oggi le donne occidentali con elevato titolo di studio fumano di più, mentre avviene il contrario tra i maschi. Ma le donne che fumano "come un uomo" muoiono anche "come un uomo". Il risultato delle forti campagne pubblicitarie del fumo al femminile, ha fatto sì che il nuovo millennio ha segnato una tappa sconcertante negli USA: la percentuale di fumatrici (costantemente in aumento) ha superato quella maschile (costantemente in diminuzione). Il tumore femminile per eccellenza, quello della mammella, è stato superato in termini percentuali da quello del polmone. Negli anni Cinquanta il tumore polmonare nella donna era pressoché inesistente.

In Italia le donne afflitte dalla dipendenza tabagica sono circa 6 milioni. Di esse, 35.000 muoiono ogni anno proprio a causa del fumo. Alcune indagini suggeriscono che una ragazza che comincia a fumare, continuerà in media 4 anni più di un ragazzo (Pierce e Gilpin, 1996). Due donne su dieci sviluppano una dipendenza così tenace che fumano persino in gravidanza, nonostante i gravi rischi per il feto (aborti, nati prematuri e a basso peso, placenta previa, malformazioni). In uno studio autorevole del 2002 del Surgeon General americano è stato calcolato che le morti fetali ed infantili si ridurrebbero del 10% con l'astensione dal fumo durante la gravidanza.

In un studio recente (2006), i ricercatori americani del Surgeon General hanno mostrato che il fumo passivo fa aumentare del 25-30% la probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e cancro al polmone nei non fumatori esposti a casa o sul posto di lavoro. La ricerca evidenzia come anche una breve esposizione al fumo espirato negli ambienti rappresenti un pericolo notevole. L'unico modo per proteggere la salute dei non fumatori è quello di eliminare completamente il fumo all'interno dei locali chiusi.

Oltre alle malattie cardiache e al tumore polmonare, il fumo passivo può causare problemi respiratori, sindrome di morte in culla (SIDS), infezioni all'orecchio e attacchi d'asma nei bambini piccoli. Il fumo espirato dalle vie respiratorie dei fumatori contiene più di 50 sostanze cancerogene, che vengono inalate dai non fumatori quasi nelle stesse quantità assorbite da chi fuma. E poiché l'organismo dei bambini e degli adolescenti è ancora in via di sviluppo, sono proprio i più piccoli i più vulnerabili al fumo passivo. Non è sufficiente ventilare bene un locale per eliminare del tutto l'inquinamento indoor da fumo passivo: solo un ambiente completamente libero dal fumo assicura una protezione totale. La scelta più logica (e intelligente) è dunque smettere di fumare.

L'abitudine al fumo dei genitori inevitabilmente provoca danni allo sviluppo e alla salute in età neonatale e pediatrica, e condiziona in modo evidente le scelte dei ragazzi. I figli di fumatori hanno una possibilità maggiore del 20-30% di diventare a loro volta fumatori.

I piani sanitari dei governi di tutto il mondo prevedono l'attuazione di misure ed interventi appropriati nel campo della salute pubblica per contenere gli esiti nefasti di questo cerchio diabolico.

La cura della dipendenza tabagica nella donna tiene conto di tutti questi aspetti e riveste una particolare complessità. Il servizio "Gravidanza senza Fumo" del Policlinico Umberto I di Roma, offre una priorità assoluta di accesso ai servizi alle donne fumatrici in gravidanza.

Gli strumenti terapeutici scientificamente validati, ossia dotati di efficacia documentata in condizioni di controllo, si possono così riassumere:

  • Self-Help (Auto-Aiuto)
  • Counselling individuale
  • Sostituti della Nicotina
  • Farmaci
  • Terapia di gruppo

Self-Help (Auto-Aiuto)

Si basa sull'auto-gestione del problema attraverso libri, guide, opuscoli, test. La forma migliore di Self-Help, ovvero che offre maggiori possibilità di successo, è quello assistito, per via telefonica (Help Line della Lega contro i Tumori: 800-998877) o via internet (www.tabagismo.it).

Counselling individuale

Si attua attraverso una serie di incontri programmati tra terapeuta e paziente. Non è una psicoterapia in quanto l'obiettivo del programma è unicamente quello relativo al trattamento della dipendenza tabagica. Di solito viene attuato da psicologi e psicoterapeuti, ma anche da personale medico e paramedico che hanno seguito specifici corsi di formazione organizzati da società scientifiche (Società Italiana di Tabaccologia), ASL e ospedali.

Sostituti della Nicotina

L'efficacia di questi prodotti è stata ampiamente dimostrata. Sono acquistabili senza ricetta medica e si somministrano in forma di cerotti a contenuto variabile di Nicotina (7, 14, 21 mg.) o di pastiglie da assumere da 8 a 15 al giorno secondo un programma scalare. L'efficacia risulta maggiore se la somministrazione di questi prodotti si associa a counselling individuale o terapia di gruppo.

Farmaci

Al momento il farmaco disponibile in commercio specifico nel trattamento della dipendenza tabagica è il Bupropione. Serve ad aumentare nei neuroni il livello di Dopamina, una molecola che si produce negli stati di piacere. Necessita di prescrizione medica dopo opportune valutazioni cliniche. L'effetto collaterale più rilevante del farmaco, alla dose di 300 mg al giorno, è l'insonnia. Sono in arrivo nuovi farmaci che hanno già superato le prove sperimentali.

Terapia di gruppo

È la modalità di trattamento a più alto livello di efficacia misurabile a distanza di un anno. Importante è la preparazione dei conduttori, non necessariamente psicologi, che devono aver seguito specifici programmi formativi. L'efficacia è incrementata con il trattamento integrato (terapia di gruppo + terapia nicotinica + bupropione).

Altri metodi al di fuori di quelli esposti, come agopuntura, ipnosi e tecniche varie, sono ritenuti oggi privi di efficacia documentata.

Al di là di tutto però il primo passo da compiere, se si vuole provare ad uscire dalla dipendenza da fumo, è quello recarsi presso un centro specializzato per sottoporsi ad un colloquio clinico, dove si valuteranno la disponibilità al trattamento, le motivazioni, la stadiazione del cambiamento, e vari parametri fisiologici tra cui la misurazione del monossido di carbonio (CO) nell'aria espirata attraverso un piccolo analizzatore con una cannula entro cui semplicemente soffiare.

A chi rivolgersi

Società Italiana di Tabaccologia - Info-Line: 340-7088301 (da lunedì a venerdì dalle 9 alle 18)
Lega contro i Tumori - Help-Line: 800-998877 (lun., giov. 9.30-18; mart., merc. ven. 9.30-14.30)
Osservatorio Fumo-Alcol-Droghe - 800 554088 (da lunedì a venerdì dalle 10 alle 16)
Servizio "Gravidanza senza Fumo" - 06-40072519 (da lunedì a venerdì, dalle 9.30 alle 16.30)

Link utili

www.tabagismo.it (il web-care internazionale dell'università di Ginevra)

www.tabaccologia.org (il sito della società scientifica - tutti ì centri specializzati sul Tabagismo)

www.gea2000.org (il grande portale di informazione e documentazione sul fumo)

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