Gravidanza e trombosi venosa

Durante la gravidanza e nei tre mesi successivi al parto, può aumentare il rischio di trombosi venosa, soprattutto se si ha un predisposizione genetica.
Lo riportano i ricercatori olandesi della Leiden University Medical Center, in uno studio coordinato da Frits Rosendaal, che hanno analizzato i dati di un campione di 285 donne con trombosi venosa e 857 soggetti di controllo.
La trombosi venosa si verifica quando una piccola quantità di sangue si coagula all'interno di una vena ostacolando o bloccando il passaggio del sangue. Il coagulo formato prende il nome di trombo.
Si parla di flebotrombosi, o trombosi venosa profonda (TVP), quando il coagulo si forma nelle vene profonde. Di solito, i trombi profondi si formano nelle vene del polpaccio o della coscia.
Nel gruppo di pazienti che hanno partecipato allo studio olandese, erano presenti 116 donne in gravidanza, nel gruppo di controllo 82.
Le mamme in attesa, rispetto alle altre donne, sono risultate esposte a un rischio maggiore, in particolare durante il terzo trimestre di gravidanza e nelle sei settimane successive al parto.
È stato inoltre riscontrato che la trombosi venosa profonda, correlabile alla gravidanza, ricorreva con maggiore frequenza alla gamba sinistra.
Il rischio nelle donne in gravidanza, secondo i ricercatori, è maggiore per le donne che presentano mutamenti genetici del fattore V Leiden o della protrombina, relativi al processo di coagulazione.

 

Fonte: Journal of Thrombosis and Haemostasis

 

Vedi anche:
Gravidanza - I disturbi più frequenti durante i 9 mesi

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