Parto indolore

GravidanzaIl Ministero della Salute italiano, con il disegno di legge approvato nell'ottobre del 2006, promuove il cosiddetto "parto indolore" anche per evitare il ricorso ingiustificato al cesareo che, oltre a esporre le donne a un rischio maggiore, per quanto limitato, è più oneroso per la Sanità pubblica.

Con le tecniche analgesiche si può controllare la sofferenza del travaglio. Le tecniche più diffuse sono:

  • l'anestesia perdurale o epidurale: è l'iniezione di un analgesico, cioè di un farmaco per alleviare il dolore, che viene praticata introducendo un sottile catetere dietro la schiena, nella zona lombare della colonna vertebrale. Prima di introdurre il catetere, la cute è anestetizzata. Generalmente, nel giro di pochi minuti le doglie spariscono. La partoriente è comunque cosciente e attiva: non perde né la capacità di spingere, che anzi può intensificare, né la sensazione della contrazione. Esistono delle situazioni in cui l'epidurale è controindicata, soprattutto in caso di gravi infezioni o di malattie emorragiche: conviene consultare preventivamente i ginecologo o l'ostetrica e successivamente l'anestesista per informarlo delle proprie condizioni.
  • l'anestesia spinale: a differenza dell'anestesia peridurale, quella spinale consiste nell'iniezione dell'analgesico più in profondità, tra due vertebre lombari. Questa tecnica è stata praticamente abbandonata perché può esporre al rischio di bloccare le contrazioni dell'utero durante il travaglio, però è utilizzata in caso di parto cesareo.

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