La legge per le future mamme

La legge per le future mammeLa legge italiana tutela le mamme, sia prima sia dopo il parto.

Le due norme più importanti in materia sono la legge numero 1204 del 31 dicembre 1971 e la legge numero 53 dell'8 marzo 2000.

La prima tutela le madri lavoratrici. La seconda, fra le altre cose, consente ai papà di poter ottenere l'astensione dal lavoro, cosa che prima era concessa solo alle mamme.

Ci sono poi altre leggi che riguardano indennità e congedi o che tutelano la salute della donna incinta.

Sono pensate soprattutto per le lavoratrici, sia del settore privato che di quello pubblico.

Ecco qualche indicazione sulle principali norme. Comunque ogni legge tiene conto di diversi casi particolari.



Periodo di astensione dal lavoro

Secondo la legge, una donna incinta che lavora ha diritto a un periodo di astensione dal lavoro di cinque mesi. Generalmente si tratta dei due mesi prima del parto e dei tre dopo. Questo periodo può essere allungato o modificato a seconda dei casi. Durante il periodo di astensione, la mamma percepisce l'80% del suo stipendio abituale. Inoltre, una donna incinta non può essere licenziata finché il bambino non abbia compiuto un anno, a meno che il suo contratto non sia scaduto.



Lavori pericolosi

Le donne incinte poi non possono svolgere lavori pericolosi. Sono considerati lavori rischiosi quelli che le espongono a sostanze chimiche nocive, i lavori notturni e i lavori che si svolgono in ambienti pericolosi. Le future mamme possono anche avere dei permessi giornalieri retribuiti per fare le visite e gli esami.



Permessi

La legge tutela le mamme anche dopo il parto. Infatti, possono continuare a godere di permessi giornalieri retribuiti di due ore, fino a che il bimbo compie un anno. Una nuova legge, varata nel 2000, consente anche ai papà di usufruire di permessi per stare accanto ai figli. Fino a che il bambino ha otto anni, sia la mamma che il papà possono avere un periodo di riposo di massimo sei mesi. Si può usufruire di tutto il periodo insieme, oppure lo si può suddividere in più parti. In totale, mamma e papà possono avere dieci mesi di permessi.



Documenti e certificati

Per poter godere dei diritti garantiti dalla legge alle donne incinte che lavorano, bisogna presentare al datore di lavoro e all'INPS (l'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale) il certificato di gravidanza. Il certificato si ottiene dal medico di famiglia, dal ginecologo, o dal ginecologo della ASL. Sul certificato deve essere indicata la data in cui si pensa avverrà il parto. Per potere invece godere dell'astensione facoltativa dal lavoro dopo il parto, bisogna presentare, sempre sia al datore di lavoro sia all'INPS, il certificato rilasciato dall'ospedale.

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