Mangiare durante il travaglio

Quando il travaglio è particolarmente lungo e le doglie non sono ancora troppo dolorose, le future mamme accusano spesso qualche languorino, è più che normale. Purtroppo però, a causa di un vecchio retaggio che oggi non ha più nessuna validità, a volte non ottengono il permesso di mangiare. Ad alcune viene perfino sconsigliato di bere troppa acqua, per scongiurare nausea e vomito.

Fino a qualche anno fa, alle donne partorienti si sconsigliava di mangiare perché fossero pronte, in caso di complicazioni, ad andare sotto anestesia per il taglio cesareo. Oggi il cesareo non è più praticato sotto anestesia totale, ma locale, quindi il digiuno non è più necessario.

Anche la vecchia convinzione che l’assunzione di cibo e acqua potessero contribuire ad aumentare il malessere fisico con lo scatenarsi di nausee o dolori gastrici, sembra essere del tutto falsa. A patto che le future mamme non si orientino su cibi pesanti che risulterebbero di difficile digestione anche in condizioni normali.

Se il cibo assunto è leggero e facilmente digeribile, la partoriente ne trae beneficio sia fisico che psicologico.
Secondo un recente studio inglese, infatti, parrebbe che l’astensione da cibo aumenti nella partoriente affamata lo stato di disagio psichico già piuttosto intenso.

Nessun rischio nemmeno per il feto, che, anzi, può beneficiare del senso di maggior tranquillità e appagamento di una mamma che non soffre per i morsi della fame.

Fonte: British Medical Journal, 27/03/2009

 

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