La salute delle gambe in gravidanza
La gravidanza rappresenta per le gambe delle future mamme un momento critico.
Al terzo trimestre di gravidanza, il 70% delle donne presenta problemi di gambe gonfie, vene varicose e ritenzione idrica.
Oltre alla predisposizione genetica e a fattori che possono contribuire a esasperare questi disturbi, come il clima caldo o attività che portano a stare a lungo in piedi o sedute, nella maggior parte dei casi, si tratta della conseguenza dei cambiamenti più importanti che si verificano durante la gravidanza:
- Modificazioni ormonali: durante il primo trimestre di gravidanza aumentano i livelli di un ormone, il progesterone, che contribuisce alla congestione venosa.
- Modificazioni nel flusso sanguigno: aumenta il flusso di sangue da e verso l’utero per nutrire il feto, con conseguente sovraccarico delle vene
- Modificazioni del peso, che carica sulle gambe
- Modificazioni metaboliche, tra cui la funzionalità dei reni, che porta a ritenzione idrica ed edemi (rigonfiamenti), particolarmente accentuati in corrispondenza degli arti inferiori.
Tutti questi fattori contribuiscono all’insorgenza e/o all’ingravescenza dei sintomi dell’insufficienza venosa (gambe stanche e pesanti, formicolii, crampi notturni, ecc.)
Per saperne di più, approfondiamo il funzionamento del sistema circolatorio e il problema dell’insufficienza venosa riportando le informazioni della campagna 2008 Più salute alle gambe.
Alcuni piccoli accorgimenti, segnalati dagli Esperti, possono aiutarci a prevenire e ad arginare il problema.
- Il sistema circolatorio: un circuito di andata e ritorno
- Cos’è l’insufficienza venosa
- Una particolare attenzione ai primi sintomi
- I primi sintomi dell’insufficienza venosa
- Piccoli accorgimenti
- 10 regole utili
Il sistema circolatorio: un circuito di andata e ritorno
Le vene sono paragonabili a tubi che conducono il sangue di ritorno dalla periferia del corpo verso il cuore: negli arti inferiori tale ritorno viene rallentato dalla forza di gravità che, in posizione eretta, rende difficile il superamento della distanza tra le estremità ed il cuore.
Al corretto ritorno venoso del sangue al cuore collaborano le valvole venose, il ritmo del respiro, le contrazioni del cuore ed i muscoli delle gambe in movimento.
All'interno delle vene ci sono delle valvole che, in situazioni normali, consentono il flusso corretto del sangue verso l'alto e verso la profondità attraverso il sistema delle veni perforanti. Quando le pareti venose e le valvole diventano meno elastiche e più deboli, si manifesta l'insufficienza venosa con conseguente ristagno del sangue nelle vene.
Le masse muscolari, che circondano e proteggono le vene più profonde, agiscono attraverso una ritmica spremitura durante i movimenti e durante il passo: le vene superficiali, al contrario, sono più esposte e per questo si ammalano con maggior frequenza.
Anche alterazioni del piede e della caviglia (piede piatto, piede cavo, valgismo) o l’utilizzo di calzature scorrette (tacco troppo alto o troppo basso) possono determinare una riduzione del ritorno venoso degli arti inferiori.

In condizioni d’insufficienza venosa e in presenza di varici (dilatazioni venose) il ridotto funzionamento delle valvole e l’aumento di pressione nelle grosse vene superficiali, in particolare di quelle chiamate “safene”, si trasmette come aumento di pressione a livello delle piccole vene periferiche (ma anche capillari), causando fuoriuscita di liquidi, proteine e cellule del sangue nei tessuti circostanti situati sotto la pelle.
È così che si manifestano i primi sintomi dell’insufficienza venosa.
Cos’è l’insufficienza venosa
L'insufficienza venosa può essere causata dalla disfunzione delle vene profonde (interne), di quelle superficiali (esterne) o dalle perforanti.
La malattia viene spesso confusa con semplici varici che ne rappresentano in effetti la più frequente manifestazione, ma può in alcuni casi presentarsi senza vene varicose o capillari evidenti.
Il danno del sistema venoso profondo è più frequentemente dovuto agli esiti di una trombosi venosa profonda (TVP).
Il sistema venoso superficiale (safenico) è più frequentemente colpito per cause essenziali o costituzionali (varici essenziali).
Il sistema delle vene perforanti può essere coinvolto in entrambe le situazioni precedentemente esposte.
L'insufficienza venosa è comunque in grado di evolversi nel tempo e portare le gambe dei pazienti fino a gradi estremi della malattia come le ulcere venose.
Una particolare attenzione ai primi sintomi
Il ristagno del sangue a livello delle estremità con l'aumento della pressione venosa provoca frequentemente:
- una sensazione di tensione e di pesantezza delle gambe
- gonfiore alle caviglie, specialmente alla sera e d'estate
- prurito e dolore lieve ma diffuso.
- possono manifestarsi anche crampi, specialmente di notte.
- la cute delle estremità spesso appare più sottile ed arrossata, con comparsa di dilatazioni dei capillari cutanei.
In fasi più avanzate si osservano:
- dilatazioni circoscritte di tratti venosi o comparsa di noduli venosi
- sensazione di tensione e pesantezza delle gambe
- gonfiore delle caviglie e delle estremità, specialmente alla sera e d’estate
- prurito sensazione di dolenzia diffusa delle gambe
- crampi, specialmente notturni
I primi sintomi dell’insufficienza venosa
Non basta sapere che le vene sono malate.
Questo, nel caso delle varici, lo capisce generalmente il paziente da sé.
Per una corretta impostazione terapeutica è oggi indispensabile sapere dove, perché e quanto le vene sono malate e, se possibile, conoscere in anticipo, mediante alcune manovre diagnostiche, le possibilità di successo del trattamento più idoneo del previsto.
In genere una buona “chiaccherata” fra specialista e paziente conduce ad un orientamento abbastanza preciso circa le origini ed il significato dei disturbi riferiti.
Per arrivare alla diagnosi è necessario, dopo una completa valutazione clinica, eseguire una diagnostica non invasiva (Ecodoppler), successivamente il medico specialista consiglierà il trattamento più idoneo per affrontare la malattia.
Piccoli accorgimenti
Per rallentare l’evoluzione dei segni e dei sintomi si possono attuare alcune misure che risultano tanto più efficaci quanto più precocemente sono messe in atto.
Si tratta di regole semplici, che possono essere seguite senza difficoltà, tutti i giorni, anche quando i sintomi si sono già manifestati, e che contribuiscono a migliorare la qualità della vita:
10 regole utili
- Muoviti: camminando si attiva la pompa muscolare che spinge il sangue dalle vene periferiche verso il cuore. Evita di stare ferma in piedi o seduta, per molto tempo sia al lavoro sia durante le occupazioni domestiche.
- Aiutati con un semplice esercizio quando stai ferma a lungo: sollevati ritmicamente sulle punte dei piedi, facendo lavorare le caviglie e i muscoli del polpaccio.
- Pratica regolarmente attività fisica, scegliendo, con l’aiuto del tuo medico di fiducia, sport che senza costringere a sforzi eccessivi e prolungati, favoriscono la circolazione e tonificano in modo armonico i muscoli delle gambe.
- Dormi con le gambe sollevate. Per favorire il ritorno venoso bastano pochi centimetri: un cuscino sotto il materasso è più che sufficiente.
- Evita di indossare scarpe e indumenti stretti che ostacolano la circolazione.
- Fai attenzione al caldo che è uno dei principali nemici delle vene perché le dilata: per questo la doccia è senz’altro più indicata del bagno. In ogni caso è sconsigliato l’uso di acqua molto calda.
- Nutriti in modo sano e leggero, evitando gli eccessi di ogni genere, in particolare di zuccheri e grassi. Via libera invece agli alimenti ricchi di fibre, come i cereali, la frutta, la verdura, i legumi secchi, che aiutano anche l’attività intestinale. Cerca di evitare di fumare.
- Effettua la sera massaggi con acqua fredda partendo dal piede e poi risalendo lungo la gamba con il getto della doccia.
- Evita di prendere il sole, rimanendo tutto il giorno immobile, magari con gambe coperte da un asciugamano che aumenta ancora la temperatura corporea. Ci si può esporre senza problemi per periodi più brevi bagnando spesso le gambe con acqua fresca. Un ottimo esercizio, particolarmente indicato per la circolazione delle gambe, è camminare a piedi nudi sulla sabbia o in mare con l'acqua fino a metà coscia.
- Preferisci la montagna, per il clima fresco e secco e la possibilità di effettuare frequenti passeggiate, giova in modo particolare alla circolazione ed alle vene.
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