Nei casi di distocia meglio il parto in acqua

Il termine distocia rappresenta le anomalie dell'utero femminile che possono complicare un parto, in particolare si tratta del collo dell'utero che non si dilata sufficientemente, a causa di contrazioni anomale ed irregolari, causando fortissimi dolori per la donna e probabili rischi per il nascituro.

Spesso le complicazioni serie durante il parto avvengono quando il bambino è particolarmente grosso e non riesce a fare la giusta pressione perché il canale cervicale porti l'utero alla dilatazione.

In questi casi solitamente si ricorre al taglio cesareo anche se da ricordare per le neomamme è che non è detto che dopo un cesareo ce ne debba essere un altro, ma anzi con una giusta dieta ed esercizio fisico che non aumenti troppo il peso del bambino il secondo parto può essere assolutamente naturale.

Ma per evitare troppi interventi chirurgici ostici o comunque travagli lunghissimi e dolorosi la rivista British Medical Journal ha riportato un articolo dove uno studio per i casi di distocia consiglia il parto in acqua.

La ricerca ha analizzato 99 donne con distocia concludendo che il parto in acqua è decisamente da consigliare poiché con esso i casi in cui è necessario il cesareo sono molto inferiori, così come è molto minore la quantità di anestesia epidurale che la partoriente necessita.

Fonte: British Medical Journal

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