Nuovi studi sul baby talk
Una ricerca giapponese della Hiroshima University rivaluta il baby talk, il linguaggio vezzeggiativo che gli adulti tendono a utilizzare quando si rivolgono ai neonati: è proprio quello di cui hanno bisogno per sviluppare le competenze linguistiche di base e iniziare a stabilire un legame.
I ricercatori hanno preso in esame 20 neonati tra 2 e 9 giorni, con un’età media di 4,4 giorni.
Mediamente, erano nati alla 38.9 settimana, comunque introno alla 40 che è conserto il periodo di gestazione ottimale. Tutti i bambini apparivano in salute e sembravano avere un udito normale.
Utilizzando dei sensori, i ricercatori hanno osservato come i neonati reagivano al linguaggio diretto degli adulti (ADS: Adult-Directed Speech) e a quello dei bambini (IDS: Infant-Directed Speech).
I risultati hanno dimostrato che l’area frontale del cervello dei piccoli si attivava maggiormente in risposta al baby talk.
L’autore della ricerca, Yuri Saito, precisa: “Dai risultati si può ipotizzare che il tono emotivo delle frasi pronunciate dalla mamma può avere un ruolo nell’attivazione del cervello del neonato anche quando dorme”.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Archives of Disease in Childhood
Fonte: Medline Plus
In primo piano
Lo screening uditivo per i neonati
Un test semplice ed efficace, condotto nei primi giorni di vita, permetterà di intervenire...[Continua]
Primi mesi
Il primo mese del neonato e il secondo mese sono i più delicati, quelli in cui, soprattutto se mamma...[Continua]
Speciale pancini
Nei bambini, e in particolare tra i neonati, i disturbi gastrointestinali possono verificarsi con ...[Continua]