Il bucato del bebè

L’epidermide delicata del bebè richiede un bucato appropriato: oltre alle esigenze igieniche, dobbiamo considerare che alcuni prodotti tradizionali per il bucato, come gli ammorbidenti e gli sbiancanti, possono infatti risultare irritanti e causare allergie cutanee.

 

Quale detersivo usare?

Secondo una rigorosa linea di pensiero, almeno nei primi sei mesi di vita, il bucato del bebè va fatto separatamente dal resto del bucato.
Rispetto al detersivo, è preferibile utilizzare il sapone perché contiene meno additivi.
In alternativa, si possono utilizzare detersivi delicati specifici, senza fosfati.
A prescindere dal prodotto utilizzato, bisogna utilizzare le dosi appropriate e risciacquare accuratamente, per eliminare i residui che potrebbero irritare la pelle delicata del piccolo.

 

Quanto usarne?

Per utilizzare il quantitativo appropriato di detersivo, seguite scrupolosamente le istruzioni riportate sulla confezione del detersivo o del sapone.
La quantità non deve essere scarsa, altrimenti lo sporco rimane nei tessuti, né eccessiva da richiedere un risciacquo laborioso.
La quantità di detersivo o di sapone dipende comunque anche dal tipo di acqua della zona in cui vi trovate (se calcarea o meno), dalla temperatura dell’acqua, dal carico di bucato.
In caso di acqua “dura”, cioè ad elevato contenuto di calcare, bisognerà aggiungere un po’ di detersivo in più, e così anche nel caso in cui si utilizzi acqua fredda.

Se osservate che il detergente utilizzato è un po’ troppo schiumoso, è preferibile cambiarlo.
… nel caso in cui vi troviate letteralmente sommersi dalla schiuma, non disperate: basta aggiungere un pizzico di sale e il mostro spumeggiante si ridurrà di volume!

 

Ammorbidente: sì o no?

Quando si fa il bucato, se l’acqua è particolarmente “dura”, forma una pellicola di calcare che indurisce le fibre che, per effetto dei detersivi, rimangono caricate negativamente.

Per evitare il classico effetto “carta vetrata” che ne consegue, di solito si utilizzano gli ammorbidenti.
Gli ammorbidenti in commercio sono per lo più costituiti da una molecola che ha le proprietà di conferire sofficità (esterquat) che può essere di origine vegetale o animale, e additivi che ne aumentano l’efficacia e aggiungono altre caratteristiche come il profumo o la brillantezza.
L’ammorbidente forma, a sua volta, una pellicola che si fissa sulle trame dei tessuti: è proprio questa pellicola a causare dermatiti e allergie, soprattutto quando l’epidermide è più fragile, come nel caso del neonato.

Per questo, soprattutto per il bucato del bebè sono di solito consigliati ammorbidenti “naturali” come per esempio l’aceto bianco, che ha un odore meno intenso dell’aceto rosso, o l’acido citrico che si limitano a neutralizzare le cariche negative dei tessuti restituendo morbidezza, e hanno proprietà anticalcaree.
L’acido citrico si trova in due versioni: anidro puro (ritenuto più efficace) o monoidrato, più blando.
L’unica difficoltà è riuscire a reperirlo a prezzi contenuti, per il resto, secondo l’esperienza delle mamme, è molto efficace perché, oltre a rendere i tessuti più morbidi, facilita l’eliminazione dei residui di sapone ed è inodore.
Gli ammorbidenti naturali vanno versati nella vaschetta dell’ammorbidente e si usano al 10%: 100ml a lavaggio.

 

A quale temperatura lavare?

Alcuni detergenti sono efficaci anche a basse temperature. L’acqua ad elevate temperature non è necessaria, se non nei casi in cui si debbano disinfettare i pannolini, le lenzuola o in caso di lavaggio di capi bianchi.
Come smacchiatore universale, è universalmente riconosciuta l’efficacia del bicarbonato di sodio, ma non usatelo insieme all’aceto, altrimenti gli effetti si annulleranno reciprocamente.

 

Un’attenzione particolare per:

- Bavaglioli e accessori con inserti in plastica: dovrebbero essere lavati con un ciclo breve per circa 4 minuti.

- Indumenti e biancheria ignifuga: il sapone potrebbe lasciare residui che possono interferire con le proprietà ignifughe dei tessuti.

 

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