Non lasciamole sole!
È partita la campagna “Non lasciamole sole” a cura della SIGO (Società italiana di Ginecologia e e Ostetricia) per informare e sensibilizzare gli operatori sanitari, l’opinione pubblica e i media sulla depressione post-partum.
Ogni anno solo in Italia sono più di 50.000 le donne che sperimentano la depressione post-partum.
I sintomi iniziano a manifestarsi, di solito, a partire dal secondo mese dopo il parto, raggiungendo l’apice tra il terzo e il sesto mese: difficoltà nel gestire i rapporti all'interno della famiglia, insicurezza, sensi di colpa fino a fobie e crisi di ansia. “Situazioni che spesso colgono la neo mamma del tutto impreparata perché nessuno l’ha adeguatamente informata” spiega il prof. Giorgio Vittori, presidente della SIGO “Purtroppo, come spesso accade, sono soprattutto le donne che appartengono a fasce sociali più svantaggiate a essere più esposte a questo rischio, perché prive degli idonei strumenti culturali. In alcuni corsi preparto, ad esempio, si inizia ad affrontare questo problema, ma sappiamo che sono frequentati soprattutto da donne laureate, molto meno da chi possiede un livello di istruzione inferiore”.
Il prof. Vittori spiega le finalità dell’evento:
“La depressione post partum è un tema di cui si parla solo in corrispondenza di casi eclatanti che finiscono sui giornali ma purtroppo si tratta di un problema estremamente diffuso, che nella quotidianità le donne si trovano ad affrontare da sole. Noi ginecologi rappresentiamo il punto di riferimento per la salute femminile, ecco perché crediamo spetti a noi rompere il tabù che ancora circonda questo argomento. Il nostro obiettivo è promuovere un cambiamento culturale e migliorare la conoscenza e l’informazione su questo tema”.
La campagna è partita con un sondaggio rivolto ai ginecologi della SIGO: i risultati saranno presentati durante un convegno che si terrà a Roma il 18 marzo.
Anche le istituzioni saranno coinvolte nella campagna di sensibilizzazione:
“Non è infatti più tollerabile che un problema così delicato e devastante per migliaia di famiglie venga affrontato a ‘macchia di leopardo’ sul territorio nazionale - dichiara il presidente della SIGO - a seconda delle risorse e delle disponibilità presenti nelle singole ASL o Regioni. Il nostro obiettivo, come principale punto di riferimento della donna, è che il suo benessere psico fisico diventi una priorità per tutti gli attori del sistema”.
Fonte: Adnkrono
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