Depressione post partum e informazione
Della depressione post partum il 90% delle donne italiane conosce poco o nulla.
Solo il 45% delle strutture italiane è attrezzato per un monitoraggio delle mamme a rischio e, secondo il 72% dei ginecologi, prima delle dimissioni, le neomamme non ricevono adeguate informazioni.
Il rischio di sviluppare una depressione dopo la nascita del bambino è oggi valutato, di routine, solo dal 30% dai ginecologi, che in gran parte (84%) lamentano la mancanza di materiali informativi di supporto da consegnare alle pazienti, mentre ben il 93% li riterrebbe estremamente utili.
Sono alcuni dei dati emersi dal primo sondaggio condotto dalla SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) nell’ambito della campagna d’informazione “Non lasciamole sole” dedicato alla depressione post partum.
Il sondaggio ha coinvolto la metà delle unità operative di ginecologia italiane ed è stato presentato a Roma durante il convegno nazionale della SIGO, tenutosi all’Istituto San Gallicano.
Di depressione post partum soffre circa il 10% delle donne, secondo i dati scientifici più aggiornati. Ma dal sondaggio SIGO, a detta del 55% dei ginecologi, la sviluppa meno del 5% delle neomamme: circa 50 mila donne.
Secondo gli specialisti, sarebbero maggiormente predisposte le donne che hanno vissuto episodi di ansia o depressione durante la gravidanza o che hanno un vissuto personale o familiare di depressione (81%).
A rischio anche le donne con precedenti episodi di depressione post partum (78%), isolamento o condizioni socioeconomiche svantaggiate (63%) e problemi con il partner (58%).
“Dalla nostra indagine – afferma Emilio Arisi, consigliere della SIGO – si intuiscono ampi margini di miglioramento, sia dal punto di vista della formazione, che dell'organizzazione delle strutture, per dedicare più tempo e attenzione al problema. Non solo fra gli specialisti: se il ginecologo si afferma come prima figura di riferimento (molto importante per il 63%), rivestono un ruolo chiave anche lo psicologo (59%), l'ostetrica (52%), il medico di famiglia (30%) e il pediatra (24%)”.
La campagna “Non lasciamole sole” prevede di realizzare entro l'estate, materiali informativi di supporto, destinati sia agli operatori sia alle donne, e l'individuazione di linee guida.
Per ulteriori informazioni sulla campagna: www.sigo.it.
Fonte: comunicati stampa SIGO
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