Primi mesi con i gemelli: questione di organizzazione

Primi mesiLo sapevate da mesi, da quando durante l'ecografia il vostro ginecologo ha detto la fatidica parola: "Gemelli!". Adesso che sono nati è solo questione di organizzazione.

A parte il fatto che i bimbi sono due, o più di due, i problemi da affrontare sono gli stessi che incontrano tutti i genitori. Ecco alcuni consigli pratici per aiutare i vostri bimbi a crescere felici e contenti, senza eccessivi stress per voi.

La prima fase riguarda l'allattamento, che richiede tempi diversi a seconda se sia fatta al seno o artificialmente. Molte mamme che allattano al seno, scelgono di sfamare i loro piccoli contemporaneamente, anche se bisogna tenere conto del tempo che richiede la produzione del latte, che non va sottovalutata, e che avviene sono con un meritato riposo.

Se l'allattamento avviene artificialmente allora non si pongono problemi ulteriori di affaticamento per la mamma, poiché il papà può dare un contributo notevole e i bimbi possono essere rifocillati ovunque. Lo svantaggio di questa soluzione è però costituito dal costo elevato che suppone per due bimbi.

Per quanto riguarda la nanna c'è chi preferisce farli dormire nello stesso lettino, perché la vicinanza può avere un effetto calmante. Altri genitori invece preferiscono separarli, soprattutto se notano che i gemellini hanno ritmi diversi e rischiano di disturbarsi.

Fra pappa, sonno e cambi di pannolini, non vanno dimenticate mai le coccole, magari approfittando dei momenti in cui uno dei due dorme per giocare con l'altro, in modo alternato.

È innegabile che i gemelli hanno un forte legame, sia emotivo che mentale, anche perché ritrovano nel fratellino o nella sorellina un amico coetaneo con cui condividere giochi ed esperienze. In un certo senso, i vostri cuccioli non saranno mai soli, sentendosi sempre al sicuro.

Bisogna però evitare che, crescendo, questo senso di sicurezza reciproco, non li isoli troppo. È importante riconoscere l'individualità dei gemelli, assumendo un atteggiamento particolare nei confronti di ognuno, prestando attenzione alle loro esigenze fin da quando sono in fasce, per dare loro la possibilità di sviluppare un carattere autonomo.

Si può partire da piccole cose, come scegliere due nomi non solo diversi, ma nemmeno lontanamente assonanti. Escludiamo la possibilità di vestirli in modo identico, quindi evitiamo di comprare abitini a coppie seppur di diversi colori, accorgimento che scoraggerà anche le solite battute del tipo: "Chi dei due è quale?".

La tentazione sarà sempre quella di trattarli nel medesimo modo, soprattutto se sono dello stesso sesso, anche per esigenze pratiche di tempo. I piccoli mangeranno le stesse cose negli stessi orari, di conseguenza le fasi della giornata procederanno in modo sempre parallelo: giochi, nanna, bagnetto, passeggiata...

Il consiglio è quello di sforzarvi, assecondando le singole esigenze, senza esagerare naturalmente, per non creare conflitti, ma semplicemente trattandoli come due individui distinti, quali in realtà sono.

Questo atteggiamento da parte vostra li aiuterà senz'altro a non diventare troppo dipendenti l'uno dall'altro, e quindi a non isolarsi dal resto mondo: apprezzare, e amare, le loro differenze può contribuire a renderli autosufficienti e benvoluti.

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