Testa di mamma!

Prima aveva una memoria fotografica. Poi inizia a dimenticare le cose. A confondere i nomi degli amici. A ritrovarsi al volante della sua macchina senza sapere dove era diretta.
Confusione, “annebbiamento mentale” e soprattutto vuoti di memoria possono verificarsi dopo il parto.
Negli Stati Uniti la chiamano momnesia, l’amnesia delle neomamme che si verifica con maggiore frequenza nella prima settimana successiva al parto e che porta a dimenticare i particolari della prima settimana di vita del bambino.

Gli scienziati non sanno spiegare nel dettaglio quali siano esattamente i meccanismi che durante la maternità possono avere questo forte impatto sulla memoria delle neomamme.

La dottoressa Louann Brizendine, fondatrice della Women's and Teen Girls' Mood and Hormone Clinic, presso l’università della California, autrice del libro The Female brain (Il cervello femminile), spiega che la momnesia può rivelarsi pericolosa, se le neomamme non hanno nessuno che dia loro una mano e che le “tenga sotto controllo” in questa fase delicata. In compenso, la momnesia è legata a un significativo vantaggio evolutivo.
È come se alcune zone del cervello, di solito iperattive e vigili, si spegnessero, per concentrarsi, alla massima potenza, sulla nuova creatura, per coglierne e prevenirne tutte le esigenze.

La dottoressa Brizendine spiega che spesso le donne non parlano di questi frequenti vuoti di memoria post partum perché temono di essere giudicate inaffidabili, soprattutto sul posto di lavoro.

In realtà quello che sta accadendo loro non è un processo di ottundimento irreversibile, rassicura l’esperta, tutt’altro:

“Il cervello della mamma sta apprendendo. Una volta superata la fase di momnesia, sarà come rinvigorito. Ci si scoprirà più attente, più brillanti, e si imparerà più velocemente e con maggiore facilità”.

Del resto, la momnesia è una forma di protezione: “ Se le donne mantenessero un vivido ricordo della loro esperienze del travaglio e del parto, difficilmente, dopo il primogenito sceglierebbero di avere ancora rapporti sessuali” spiega Sharon Phelan, ostetrica e ginecologa della University of New Mexico School of Medicine.

Anche ai neopapà succede qualcosa di strano: a poche settimane dal parto delle loro compagne, iniziano a produrre livelli più elevati di prolattina, un ormone tipico dell’allattamento.

Entrambi i neogenitori sono accomunati dalla perdita di sonno, fattore che influisce notevolmente sull’offuscamento della memoria: durante il primo anno di vita del neonato, arrivano a perdere da 400 a 700 ore di sonno.

 

Fonte: USA Today

 

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