Il pianto

primi mesiIl pianto è per il bambino il primo mezzo di comunicazione, L'intensità e la durata sono soggettive, possono dipendere anche dal temperamento del bambino. Nella seconda settimana, il neonato piange per quasi due ore al giorno, tendenzialmente di più al pomeriggio. In qualsiasi caso, soprattutto in questa fase il pianto è una richiesta e bisogna imparare a decifrarla. Il bambino va comunque preso in braccio e cullato, rassicurato con parole dolci o con una ninna-nanna, e se necessario gli va dato il ciuccio.

Tipicamente, nel pianto da fame, il bambino smette di piangere per riprendere fiato intervallando con silenzi di almeno due secondi. In questi casi, smette appena inizia a succhiare oppure quando ha finito e ha il pancino pieno. Fino a sei mesi, questa è la causa di pianto più frequente.

Negli altri casi, il pianto è modulato diversamente: se tende a diminuire nel tempo, può essere dovuta a una causa di disagio transitoria (per esempio, il caldo se è troppo coperto oppure il freddo quando fa il bagnetto oppure uno spavento) e cessa quando viene meno la causa del disagio.

Se invece l'intensità aumenta o rimane costante, è il caso di consultare il pediatra perché vuol dire che il disagio può essere un malessere o una causa più grave.

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